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16 Aprile 2026 - 08:30
Crimini in rete, la polizia arruola gli "ispettori cibernetici": ecco cosa faranno
Il corso di formazione, il primo di sempre in Italia per la polizia, è iniziato il 1° settembre. Finirà a giugno e i “cyber ispettori” arriveranno quest’estate, per dare manforte alla polizia postale nella battaglia contro gli hacker. «Avranno il compito di prevenire e intervenire laddove ci saranno attacchi informatici, contrastando anche il cyber crime finanziario. Si serviranno del supporto dell’intelligenza artificiale», così Assunta Esposito, dirigente del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della polizia postale, ha descritto i compiti degli ispettori cibernetici, una nuova figura che tra pochi mesi comparirà nelle questure italiane, Torino compresa, per contrastare i crimini in rete. «Le minacce cyber sono in evoluzione, bisogna essere aggiornati sulle nuove tecniche e le nuove modalità di attacco e anche sui sistemi per impedire che un attacco possa avere conseguenze ulteriori - ha aggiunto la dirigente -. Quindi la formazione è fondamentale». Per cui, servirà una figura altamente qualificata, appunto quei cyber ispettori capaci di parlare la stessa “lingua” dei cyber criminali.
A proposito, ieri nella Sala Faraoni della questura di corso Vinzaglio è stato rinnovato il Protocollo d’intesa tra il Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Piemonte e Valle d’Aosta e il Politecnico, per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici. Rinnovo, con la firma apposta dal questore Massimo Gambino, dal rettore del Politecnico, Stefano Corgnati, e dalla dirigente della postale, Assunta Esposito, con cui le parti danno continuità a una proficua collaborazione per la protezione delle infrastrutture sensibili presenti sul territorio di competenza dalle minacce cyber, all’interno di un quadro più ampio di sinergie positive tra i potenziali target di attacchi informatici. Fondamentale sarà condividere e analizzare ogni informazione per mitigarne rischi ed effetti. Un protocollo che si rinnova dopo un triennio e pilastro nodale sarà la formazione congiunta. Corgnati ha parlato di «un analfabetismo ancora diffuso sul tema. E i giovani, che dovrebbero essere quelli con più competenze digitali, sono tra i soggetti più a rischio, perché hanno una minore soglia di attenzione del pericolo». Così la dirigente Esposito: «Dobbiamo conquistare la cultura della cybersicurezza. Gli attacchi informatici in Italia sono 9200 l’anno». E per contrastarli, serviranno anche i cyber ispettori.
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