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Istituti tecnici, il PD chiede il rinvio della riforma: interrogazione urgente in Regione

Presentata un’interrogazione urgente in Regione per chiedere il rinvio delle nuove norme

Istituti tecnici, il PD chiede il rinvio della riforma: interrogazione urgente in Regione

Nuove tensioni sul fronte scuola in Piemonte, dove la riforma degli istituti tecnici prevista dal prossimo anno scolastico accende il dibattito politico. Le consigliere regionali del Partito Democratico Nadia Conticelli e Gianna Pentenero hanno presentato un’interrogazione urgente per chiedere alla Regione di intervenire e sollecitare una dilazione di almeno un anno nell’applicazione delle nuove disposizioni.

La presa di posizione arriva dopo la partecipazione a un presidio organizzato a Torino dalla rete degli istituti tecnici in mobilitazione, sostenuta anche da diverse sigle sindacali del mondo della scuola. Un movimento che sta progressivamente estendendosi anche ad altre città italiane.

Al centro delle critiche c’è il riordino dei percorsi quinquennali e l’introduzione della cosiddetta filiera “4+2”, che modifica l’impianto didattico e i quadri orari. Secondo le esponenti dem, si tratterebbe di un intervento avviato senza una reale fase di confronto e senza dati sufficienti a dimostrarne l’efficacia.

Tra le principali preoccupazioni evidenziate figurano la riduzione del tempo scuola, il possibile taglio di discipline sia umanistiche che scientifiche e il rischio di esuberi tra il personale docente. Viene inoltre criticata l’anticipazione delle scelte formative per gli studenti, con un abbassamento dell’età in cui indirizzarsi verso percorsi specifici, e una maggiore spinta verso modelli legati al mondo produttivo.

Un altro punto sollevato riguarda la riorganizzazione degli orari, che potrebbe rendere più complessa la gestione delle cattedre e compromettere la continuità didattica. Secondo le valutazioni espresse, il cambiamento rischia di incidere non solo sull’organizzazione scolastica ma anche sulla qualità complessiva dell’offerta formativa.

La mobilitazione registrata negli ultimi giorni viene interpretata come un segnale diffuso di preoccupazione nel sistema scolastico, legato non solo agli aspetti tecnici della riforma ma anche al ruolo più ampio della scuola pubblica come strumento educativo e sociale.

Attraverso l’interrogazione, si chiede alla Giunta regionale quali iniziative intenda adottare, nell’ambito delle proprie competenze, per tutelare il sistema scolastico piemontese e aprire un confronto con il Governo su una riforma ritenuta troppo rapida nei tempi e nelle modalità di applicazione.

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