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Tecnologia e Pmi
22 Aprile 2026 - 17:10
L'incontro dove sono stati presentati gli studi di Unioncamere Piemonte, Centro Studi di Confindustria Piemonte e Unione Industriali Torino
Software, piattaforme digitali, cybersecurity, cloud e ricerca e sviluppo sono stati i principali ambiti di investimento delle imprese piemontesi nel 2025, una traiettoria che prosegue anche nel 2026. Il dato più importante riguarda però l’adozione dell’Intelligenza artificiale: il 59% delle aziende del territorio ha già avviato un percorso in questo ambito o è in procinto di farlo. Questo emerge dagli studi realizzati da Unioncamere Piemonte e dal Centro Studi di Confindustria Piemonte insieme all’Unione Industriali Torino, che raccontano di un sistema produttivo sempre più orientato all’innovazione strutturale.
Secondo Massimiliano Cipolletta, vicepresidente di Unioncamere Piemonte, non si tratta di una semplice fase congiunturale:«La nostra analisi non restituisce solo una fotografia positiva, ma delinea una vera e propria metamorfosi dell'identità industriale piemontese. La ripresa osservata non è un semplice rimbalzo statistico, bensì l’esito di una scelta strategica: il passaggio da un’economia di resistenza a una di visione».
Un cambiamento che mette le radici, confermato dal fatto che circa il 30% delle imprese ha effettuato investimenti nel 2025, con una forte concentrazione nei settori chimico, alimentare, elettrico ed elettronico. Cresce anche l’attenzione alla sostenibilità: gli interventi hanno riguardato processi produttivi, con focus su efficienza energetica e riduzione dell’impatto ambientale. La spesa media in innovazione si attesta al 7,4% del fatturato.
Se si va nello specifico per la zona geografica, è Asti a guidare la classifica per propensione agli investimenti (37,8% delle imprese), seguita da Cuneo, Vercelli e Torino. Resta però ancora molto marcato il divario tra grandi e piccole imprese: le prime superano l’80% di partecipazione agli investimenti, mentre le seconde faticano di più. Allo stesso tempo, l’Intelligenza artificiale si afferma come tecnologia chiave. Il terziario è il settore più avanzato, con oltre il 60% delle aziende che ha già integrato soluzioni di AI. Le applicazioni principali riguardano l’analisi dei dati, l’automazione dei processi e il servizio clienti, seguite da controllo qualità, manutenzione predittiva, marketing e ricerca e sviluppo.
I benefici si possono già toccare con mano: nel 23% dei casi si registra una forte automazione delle attività ripetitive, mentre il 18% segnala una riduzione dei costi. Seguono miglioramenti nella qualità e personalizzazione dei prodotti e un incremento della capacità innovativa (14%). Tuttavia, le imprese segnalano anche criticità: il 43% lamenta carenza di competenze interne, mentre circa un terzo indica i costi elevati come principale ostacolo.
Per Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte, la Regione parte comunque da una posizione solida:«Le imprese piemontesi si collocano in una posizione di relativa forza nell’ecosistema italiano dell’intelligenza artificiale, con una base di ricerca eccellente, la presenza di grandi player industriali e un sistema di supporto alle imprese che vale oltre cento milioni di investimenti tra pubblico e privato».
Un ruolo centrale è giocato anche dal fatto che il territorio gode già di tecnologia e innovazione, a partire dalla presenza a Torino di AI4I. Nonostante la crescente automazione, l’impatto sull’occupazione resta contenuto: solo il 9% delle imprese prevede effetti significativi sui livelli occupazionali. Più importanti sono le competenze, che emergono come vero punto centrale per sostenere la transizione digitale.
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