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L'ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI

Torino, la battaglia sul fine vita riparte da piazza Castello

Dopo il primo caso piemontese, la richiesta è di una norma regionale che eviti ritardi e disparità nell’accesso al diritto

Firme suicidio assistito

C’è un tema che, più di altri, costringe la politica a misurarsi con la vita vera. Il fine vita - una battaglia e per molti una questione di dignità - torna al centro del dibattito anche a Torino. E lo fa nel modo più diretto possibile: con un gazebo, una piazza e un appello alle istituzioni.

È iniziata, in piazza Castello, la raccolta firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni. L’obiettivo è ambizioso: 8mila sottoscrizioni di cittadini residenti entro il 15 ottobre, per spingere il Consiglio regionale a disciplinare procedure chiare per l’accesso al suicidio medicalmente assistito, come già fatto in Toscana e Sardegna.

«Oggi, anche senza una legge nazionale, le persone che possiedono i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale possono accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, in assenza di regole regionali, questo diritto resta spesso ineffettivo. Una legge regionale serve a rendere il diritto realmente accessibile, evitando disparità e ritardi», spiega Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.


Il primo caso di suicidio assistito in Piemonte risale allo scorso febbraio. Conosciuto dai media con il nome di “Alberto”, 40 anni e affetto da una grave malattia degenerativa: nessun farmaco né assistenza sanitaria per la procedura regolarmente approvata dall’Asl To4, tradotti in otto mesi di attesa.
«Non può più accadere - sottolinea Cappato - otto mesi di sofferenza prima di ottenere ciò che avrebbe dovuto ottenere da subito: l’aiuto medica alla morte volontaria da parte della Asl e del Servizio Sanitario Nazionale».

A tre anni di distanza dalla “bocciatura” della proposta di legge Coscioni, si chiede dunque alla Regione di intervenire.
L’associazione spiega che «la proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente e tempestivamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo: procedure certe per la verifica dei requisiti; uniformità sul territorio regionale; trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie».

«Ripartiamo dalla stessa piazza e con lo stesso strumento di partecipazione utilizzato nella scorsa legislatura: l’iniziativa popolare e le firme dei cittadini per una legge giusta, indifferibile, in linea con il dettato costituzionale così come quella che depositammo nel 2023 - raccontano i coordinatori della Cellula Coscioni di Torino Davide Di Mauro e Lidia Sessa - Il Consiglio regionale del Piemonte avrà (di nuovo) l’opportunità di prestare ascolto alle istanze dei cittadini piemontesi».

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