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Il caso
23 Aprile 2026 - 19:59
Per completare l’intero tracciato da 32 fermate - da Rebaudengo ad Mirafiori Sud - e oltre 27 chilometri di estensione totale, servirebbero altri 2,2 miliardi. Ma per adesso ci si “accontenterebbe” - si fa per dire - di 450 milioni, quelli necessari a integrare il segmento Porta Nuova - Politecnico.
È questo l’ultimo, accorato, appello che Torino fa al Governo per potere portare a casa un pezzetto in più dell’infrastruttura strategica per ricucire la periferia Nord della città con il centro e finanziare un tratto in più.
Una richiesta che arriva proprio dalla periferia di Barriera di Milano, dove ieri pomeriggio si è tenuta la commissione consiliare di aggiornamento sui primi passi della Metro 2, che ha presentato i nuovi vagoni Hitachi, dotati - tra le altre cose - di postazione bici e aria condizionata, alla presenza di referenti di Comune, Regione e di Infra.To (società appaltante, partecipata della Città).
Ai primi di maggio si parte con le gare, per iniziare entro fine anno, è l’aggiornamento del commissario Infra.To Bernardino Chiaia: «E l’ipotesi è quella di preparare anche quelle per il tratto in opzione, perché potrebbe garantire di ripartire subito se arrivasse il denaro, senza fermare “la talpa”», spiega.
Il titanico progetto della Metro 2, il cui completamento permetterebbe di collegare la città da Nord a Sud, per una volta, unisce la politica. Con una richiesta semplice quanto urgente: reperire i fondi a breve. «Se entro il 2029 li avremo si potrà andare avanti senza ritardi», ha ribadito Chiaia. «Non sono pochi - ammette - però per una città come Torino, che ha una linea sola, credo sia doveroso lavorare per recuperarli».
Il cordone bipartisan
E un lavorio a più livelli sarebbe già in atto. Dalla Città, passando per la Regione, con l’assessore alle Grandi Opere Enrico Bussalino (che di recente ha portato a casa gli 8,5 milioni necessari a dare ossigeno alle opere della Metro 1 verso Cascine Vica, oggi in crisi) e compagno di partito del Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, leader della Lega, e per la commissione Trasporti alla Camera, con i deputati Elena Maccanti (Lega), Roberto Rosso (FI), Andrea Giorgis (Pd) a “pungolare” Roma.
«Barriera ha fatto il miracolo: unire tutti i livelli istituzionali, dalla Circoscrizione alla Regione» - si compiace la consigliera regionale del Pd Nadia Conticelli - «in uno sforzo comune per un’opera fortemente voluta e rivendicata dai cittadini di Torino nord. Asse portante di tutte le trasformazioni in atto in zona Nord, ma anche nel resto della città».
«Non c'è più tempo da perdere», incalza la consigliera regionale Vittoria Nallo (Iv). Ad auspicarsi lo sforzo comune nel reperire i fondi mancanti sono anche Avs e Se. Mentre i 5 Stelle approfittano per rivendicare il merito dell’avvio dell’opera, dell’ex sindaca pentastellata Chiara Appendino, accusando Cirio, Lo Russo e Meloni: «Solo incapacità e disinteresse».
"Sorprende e dispiace assistere a polemiche e rivendicazioni di merito da parte di alcune forze politiche - aggiunge il coordinatore dell'Urbanistica Tony Ledda, con una replica indiretta - La Linea 2 è un progetto che nasce da lontano e che ha attraversato diverse stagioni amministrative, a livello cittadino e nazionale. È il risultato di un lavoro collettivo che va tutelato", sostiene.
Più costruttivo il commento del presidente della commissione Bilancio in Regione Roberto Ravello (FdI): «La Regione continua a fare la propria parte, lavorando in stretta sinergia con il Governo per reperire le risorse utili a garantire il prolungamento della linea fino al Politecnico, passaggio strategico e già cantierabile».
Nel frattempo, tempi tecnici permettendo, a ottobre l’aggiudicazione dei primi appalti lungo il vecchio Trincerone.
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