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Il caso
28 Aprile 2026 - 05:51
Lo Russo e Mazzoleni
Una replica lapidaria, di poco più di venti secondi, blinda "l’uomo del nuovo Piano regolatore torinese". «Le vicende richiamate nell'interpellanza non attengono all'attività amministrativa svolta presso il comune di Torino e pertanto non si ritiene necessario adottare alcun tipo di provvedimento», dice la vicesindaca di Torino Michela Favaro, in Sala Rossa.
In altre parole, quel che l’assessore all'Urbanista del Comune di Torino Paolo Mazzoleni (il quale, in rettifica di quanto scritto ieri su Torino Cronaca, non risulta rinviato a giudizio, bensì indagato, per abusi edilizi a Milano) fa come amministratore pubblico a Torino, non è in conflitto d'interesse con la sua vita privata, da socio dello studio di architettura meneghino BEMaa (Bruno Egger Mazzoleni architetti associati).
Ma è solo l’ultimo round di insinuazioni che serpeggiano da tempo tra i banchi dell'opposizione. Prima di ieri, era stato il capogruppo M5S Andrea Russi a sollevare il “caso Go Fit”, la società spagnola che ha eseguito i lavori per la messa a regime della piscina Lido, di via Villa Glori, e che ha rimesso a nuovo l’ex mercato dei fiori di via Perugia 29, che risulta anche tra i clienti di BEMaa. A luglio scorso, infatti, il pentastellato aveva sollevato numerose perplessità sulla sussistenza della veste torinese di Mazzoleni, da assessore e concessionario dell'edificio, e quella privata, da socio dello studio che si occupa della sua ristrutturazione. Rilievo che motiverebbe l’invio di una richiesta di chiarimento all'Anac.
Ma Mazzoleni è “l’osservato speciale” anche per altri due membri dell’opposizione, Pino Iannò (Torino Libero Pensiero) e Ferrante De Benedictis (FdI), che in particolare temono opacità sulle «scelte urbanistiche adottate o in corso di adozione nel Prg torinese», come hanno affermato con un'interpellanza ieri pomeriggio. La permanenza di Mazzoleni in Giunta, a fare da regista nella redazione e approvazione del documento “volano” delle scelte urbanistiche della Torino del futuro - che la Città dovrebbe approvare entro fine anno, influenzando le sue trasformazioni in una direzione piuttosto che in un'altra - è compatibile con il suo ruolo privato? Iannò conserva dei dubbi: «Il Comune nega ci saranno approfondimenti, quindi presuppongo che tutto vada bene, tutto tace. In qualche maniera non volete affrontare la situazione, che è delicata, molto più di quello che pensate», conclude.
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