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Natura
15 Aprile 2024 - 12:15
Negli ultimi 15 mesi, le coste italiane sono state teatro di un triste fenomeno: 194 cetacei, per lo più delfini, si sono spiaggiati. Il conteggio è allarmante, con 157 casi registrati nel solo 2023, inclusi 73 tursiopi e 51 stenelle, e altri 37 avvistamenti nei primi tre mesi del 2024. Questi dati sono stati rivelati dal progetto Life Delfi in concomitanza con la Giornata mondiale dei delfini, il 14 aprile, e provengono dalla ‘Banca Dati Spiaggiamenti’, un’iniziativa congiunta del Cibra dell’Università di Pavia e del Museo di Storia Naturale di Milano.
Questi numeri, uniti alle osservazioni delle interazioni tra delfini e pescherecci monitorate dal progetto, evidenziano la serietà della situazione. La preoccupazione è stata ulteriormente sottolineata quando, a febbraio, il governo italiano ha ricevuto una lettera di messa in mora da Bruxelles per non aver rispettato la Direttiva Habitat. La lettera accusa l’Italia di non aver implementato ricerche e strategie di conservazione adeguate per prevenire impatti negativi sulle specie marine, in particolare i delfini, che spesso seguono i pescherecci per nutrirsi del pescato, rischiando di rimanere feriti dalle reti, con conseguenze dannose sia per loro che per i pescatori.
Il progetto Life Delfi, guidato dal CNR-IRBIM e sostenuto dall’Unione Europea, mira a minimizzare queste interazioni nocive. “La costanza dei dati sui cetacei spiaggiati ci impone di intervenire con misure tecniche specifiche, sia sugli strumenti di pesca che sulle aree di pesca stesse,” afferma Alessandro Lucchetti, ricercatore del CNR-IRBIM e coordinatore del progetto. Life Delfi ha introdotto innovazioni tecnologiche e scientifiche per monitorare e ridurre le interazioni, come l’uso di dissuasori acustici e visivi, e nuovi tipi di reti. Il progetto ha anche formato squadre di soccorso pronte ad agire in caso di emergenze marine.
In collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, il progetto sta sviluppando dissuasori acustici interattivi basati sull’intelligenza artificiale, come spiega David Scaradozzi, ricercatore UNIVPM. Oltre alla distribuzione di questi dispositivi, il progetto include anche formazione per i pescatori su come avviare attività di dolphin watching come alternativa economica, e supporto attraverso Info-Desk per l’accesso a fondi e risorse. LIFE DELFI coinvolge anche il pubblico generale, invitando turisti, bagnanti e appassionati del mare a partecipare alla ricerca e alle iniziative di citizen science tramite l’app Marine Ranger.
L’obiettivo è promuovere una coesistenza armoniosa tra delfini e pescatori, sensibilizzando una vasta gamma di stakeholder, dalle scuole agli operatori marittimi, sull’importanza di pratiche sostenibili. Il progetto invita istituzioni e amministrazioni a implementare le strategie di gestione e conservazione delineate da Life Delfi per proteggere la biodiversità marina e mitigare il fenomeno delle interazioni dannose.
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