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Evasione fiscale, il peso dei grandi debiti: il grosso dei soldi arriva da pochi contribuenti

Recupero record nel 2025: 36,2 miliardi nelle casse dello Stato

Evasione fiscale, il peso dei grandi debiti: il grosso dei soldi arriva da pochi contribuenti

Nel 2025 lo Stato ha recuperato dall’evasione fiscale 36,2 miliardi di euro. È il dato più alto mai registrato e segna un aumento di 2,8 miliardi rispetto all’anno precedente, pari a +8,4%. Il risultato è frutto dell’attività dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Accanto al recupero cresce anche il gettito spontaneo, cioè le somme versate dai contribuenti senza interventi diretti: nel 2025 supera i 595 miliardi, in aumento del 2,8%. Un segnale di maggiore regolarità nei pagamenti. I risultati sono stati presentati alla Camera dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, alla presenza del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e del viceministro Maurizio Leo.

Entrando nel dettaglio: dei 36,2 miliardi complessivi, 29 miliardi derivano dal contrasto diretto all’evasione, mentre 7,2 miliardi arrivano dalla riscossione per conto di altri enti pubblici. Dei 29 miliardi, 15,9 miliardi sono stati versati dopo la notifica di atti dell’Agenzia, 6,9 miliardi derivano da cartelle esattoriali e 3,3 miliardi da attività di compliance, cioè interventi che spingono i contribuenti a regolarizzare la propria posizione. Le misure straordinarie, come rottamazioni e definizioni agevolate, valgono 2,9 miliardi, in calo rispetto al 2024.

Nel corso dell’anno le due Agenzie hanno gestito oltre 21 milioni di servizi tra sportelli, telefono e canali online. Sono stati elaborati 189 milioni di modelli F24 e 2,4 miliardi di fatture elettroniche. Il Catasto supera i 160 milioni di unità tra immobili e terreni. Sul fronte organizzativo, tra il 2021 e il 2025 sono state effettuate oltre 14.000 assunzioni, in gran parte con personale laureato.

Per quanto riguarda la riscossione, una parte significativa degli incassi proviene da debiti elevati: circa il 58% delle somme recuperate arriva da contribuenti con esposizioni superiori a 100.000 euro. Nel 2025 si è intensificata anche l’attività di controllo sulle partite Iva irregolari. Le cosiddette “apri e chiudi” sono state oggetto di 12.000 cessazioni d’ufficio, più del doppio rispetto all’anno precedente. Le indagini sugli appalti illeciti di manodopera hanno inoltre portato incassi per oltre 400 milioni di euro e alla regolarizzazione di circa 11.500 lavoratori.

Sul fronte dei servizi, i rimborsi fiscali hanno raggiunto i 26,3 miliardi. Cresce l’utilizzo degli strumenti digitali: le dichiarazioni precompilate inviate sono 5,8 milioni, in aumento rispetto al 2024. Anche l’accesso ai dati catastali avviene ormai quasi esclusivamente online, con oltre il 98% delle operazioni effettuate tramite i servizi digitali.

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