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Sospensione dell'accordo

Giorgia Meloni blocca il rinnovo dell’accordo militare con Israele: svolta nei rapporti bilaterali

Il governo italiano sospende il rinnovo automatico del memorandum sulla cooperazione nella difesa, citando il contesto in Medio Oriente e aprendo una fase di revisione degli accordi tra Roma e Tel Aviv

Giorgia Meloni blocca il rinnovo dell’accordo militare con Israele: svolta nei rapporti bilaterali

Il governo italiano ha deciso di non rinnovare automaticamente il memorandum di cooperazione militare con Israele, aprendo una nuova fase nelle relazioni bilaterali sul fronte della difesa. La decisione riguarda un accordo entrato in vigore nel 2016 e rinnovabile ogni cinque anni, che sarebbe giunto alla naturale scadenza proprio in questi giorni.

A comunicarlo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha motivato la scelta con il contesto internazionale legato alla crisi in Medio Oriente. La comunicazione ufficiale è stata poi trasmessa al governo israeliano dal ministro della Difesa Guido Crosetto, attraverso una lettera indirizzata al suo omologo Israel Katz.

Il memorandum, firmato originariamente nel 2003 a Parigi ed entrato pienamente in vigore nel 2016, regolava la collaborazione tra Italia e Israele nel settore della difesa e della sicurezza militare. L’intesa prevedeva scambi di tecnologie, materiali e informazioni, oltre a programmi congiunti di ricerca e sviluppo industriale.

Al centro dell’accordo c’erano anche attività di formazione, esercitazioni congiunte, visite tra strutture militari e cooperazione tra industrie della difesa, con particolare attenzione alla condivisione di competenze tecnologiche e sistemi d’arma.

Il governo ha scelto di interrompere il rinnovo automatico dell’intesa in un momento di forte tensione internazionale. La decisione è stata condivisa, secondo quanto riferito, dalla stessa premier con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, oltre che con il ministro Crosetto.

Da parte israeliana è arrivata una reazione prudente: secondo il ministero degli Esteri di Tel Aviv, il memorandum non avrebbe mai avuto un impatto operativo significativo e la sua sospensione non influirebbe sugli equilibri di sicurezza del Paese.

Il documento comprendeva un ampio ventaglio di ambiti: dallo scambio di armamenti alla cooperazione industriale, fino alla formazione del personale militare. Erano previsti anche programmi su logistica, addestramento, ricerca scientifica, controllo ambientale nelle basi militari e scambio di esperienze tra le forze armateUn impianto molto articolato che puntava a rafforzare la collaborazione tra i due Paesi in ambito strategico e tecnologico.

Sul piano interno, la decisione del governo ha raccolto reazioni trasversali. Alcuni esponenti della maggioranza hanno parlato di una scelta opportuna in relazione all’evoluzione del quadro geopolitico, mentre dall’opposizione si è chiesto maggiore chiarezza sulle modalità della sospensione e sul futuro degli accordiIn particolare, è stato richiesto un passaggio parlamentare per chiarire se l’intesa sia stata semplicemente sospesa o definitivamente non rinnovata, con l’auspicio di un confronto più ampio sulla politica estera e di difesa italiana.

La sospensione del rinnovo automatico segna comunque un passaggio significativo nei rapporti tra Italia e Israele in materia di cooperazione militare, in un contesto internazionale sempre più complesso e instabile.

Il governo, al momento, non ha escluso future forme di collaborazione, ma ha scelto una linea di prudenza legata all’attuale scenario geopolitico.

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