Cerca

Il caso

Famiglia nel bosco, la relazione degli esperti: “Cresce il disagio psicologico dei bambini”

Il documento presentato al Tribunale evidenzia gli effetti dell’allontanamento. Cambiamenti drastici in alimentazione, sonno e relazioni, con il rischio di uno sradicamento affettivo sempre più profondo

Famiglia nel bosco, la relazione degli esperti: “Cresce il disagio psicologico dei bambini”

Un quadro di crescente disagio psicologico nei minori emerge dalla relazione depositata al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila sul caso della famiglia Trevallion, i cui figli erano stati allontanati nei mesi scorsi e inseriti in una casa-famiglia a Vasto.

Il documento, redatto dallo psichiatra Tonino Cantelmi e dalla psicoterapeuta Martina Aiello, analizza gli effetti del trasferimento sui bambini, evidenziando una rottura improvvisa delle abitudini quotidiane che, secondo i consulenti, avrebbe inciso in modo significativo sul loro equilibrio.

Prima dell’allontanamento, i minori vivevano in un contesto caratterizzato da routine stabili, considerate coerenti con le esigenze di crescita. Dopo l’ingresso nella struttura, invece, sarebbero emerse trasformazioni in diversi ambiti: dall’alimentazione al sonno, fino alle modalità educative e ricreative.

Particolare attenzione viene riservata al tema della dieta: i bambini sarebbero passati da un’alimentazione definita equilibrata e personalizzata a un regime più standardizzato, con l’introduzione di prodotti industriali e zuccheri raffinati. Secondo la relazione, questo cambiamento avrebbe generato disorientamento, con comportamenti di ricerca insistente del cibo abituale, soprattutto nei momenti di maggiore tensione emotiva.

Anche i ritmi del riposo avrebbero subito alterazioni significative. I consulenti segnalano difficoltà nell’addormentamento, risvegli notturni e contenuti ansiosi, elementi che in ambito clinico vengono considerati indicatori di sofferenza psicologica. Tra i fattori individuati anche l’introduzione della televisione nelle ore serali, assente nel precedente contesto familiare.

Un altro aspetto evidenziato riguarda il passaggio da uno stile educativo basato su dialogo e comprensione a un sistema percepito come più rigido, fondato su meccanismi di premio e punizione. Questo cambiamento, secondo i consulenti, avrebbe generato nei minori una certa confusione, incidendo sulla capacità di interiorizzare le regole.

Sul piano delle attività quotidiane, si registra una netta differenza rispetto al passato. I bambini erano abituati a trascorrere molto tempo all’aperto, a contatto con la natura e con gli animali, partecipando attivamente alla gestione della vita domestica. Nella struttura, invece, si osserva una maggiore presenza di dispositivi elettronici e una riduzione del gioco attivo.

La relazione mette in luce anche un cambiamento nel contesto sociale: i minori si troverebbero inseriti in un ambiente meno omogeneo per età e bisogni, con la perdita dei riferimenti precedenti. Secondo i consulenti, questo passaggio non avrebbe prodotto miglioramenti nella socializzazione, uno degli obiettivi dell’intervento iniziale.

Dal punto di vista psicologico, la discontinuità viene descritta come un elemento critico per lo sviluppo, con possibili ripercussioni su regolazione emotiva, senso di appartenenza e costruzione dell’identità. I bambini rischierebbero di vivere una condizione di sradicamento affettivo, accompagnata da sentimenti di incertezza e conflitto tra il legame con la famiglia d’origine e il nuovo contesto.

Nelle conclusioni, gli esperti parlano di una situazione di sofferenza progressiva, sottolineando il rischio che il disagio possa consolidarsi nel tempo. Da qui la richiesta di un intervento tempestivo, con il ritorno al nucleo familiare originario, ritenuto fondamentale per ristabilire continuità affettiva e favorire uno sviluppo più equilibrato dei minori.

La vicenda resta ora al centro delle valutazioni del Tribunale, chiamato a decidere sui prossimi passi in una situazione delicata che coinvolge aspetti giuridici, sociali e psicologici.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.