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L'inchiesta

Botte e rapine con i cocci di vetro: 11 ragazzini nei guai a Torino - IL VIDEO

Tutto era nato da un'aggressione al Parco Dora, dove un ragazzo ha rischiato di perdere la vista per colpa della baby gang

Avevano preso a botte un ragazzo a Parco Dora, rompendogli uno zigomo e il setto nasale. E gli avevano procurato anche il parziale distacco della retina e una deformazione cranica. «Mio figlio ha rischiato di perdere l’occhio e ha danni permanenti», raccontava il papà di Riccardo, 24 anni, vittima del brutale pestaggio durante una festa di laurea (il nome è di fantasia).

Era il 12 aprile e da allora la Squadra mobile della questura ha indagato per risalire ai responsabili: ci è riuscita in questi giorni, eseguendo 11 misure cautelari per i reati di rapina, lesioni aggravate ed indebito utilizzo di strumenti di pagamento. Gli indagati sono tutti giovanissimi, immigrati di seconda generazione residenti nella periferia di Torino: quattro sono appena maggiorenni e sono finiti in carcere, a differenza dei sette minorenni. Due hanno ricevuto la misura cautelare delle prescrizioni e cinque la misura della permanenza in casa.

L'indagine, coordinata dalla Procura dei minori e dalla procura ordinaria, ha ricostruito cos'era successo a Riccardo, di cui avevamo raccontato la denuncia pochi giorni dopo l'aggressione. 

Era poi emerso che, poco dopo, la baby gang aveva malmenato e rapinato un altro ragazzo: gli avevano addirittura portato via le scarpe di marca che aveva ai piedi in quel momento.

Le successive indagini hanno permesso di ricostruire una decina di altri episodi, soprattutto brutali aggressioni di notte (anche a bordo degli autobus) con l'obiettivo di avere il "controllo del territorio": le vittime, spesso minorenni, venivano avvicinate in strada con la scusa di una sigaretta o di pochi spiccioli. E poi venivano derubate e malmenate, anche usando taser e cocci di vetro. In alcuni casi il branco riusciva a farsi consegnare contanti e bancomat, poi usato per pagare. 

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