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L'annuncio del suo manager
22 Agosto 2023 - 17:35
C’è un italiano in meno. Anzi, “L’italiano”. Aveva appena compiuto 80 anni, essendo nato a Fosdinovo, piccolo centro della provincia di Massa-Carrara, il 7 luglio del 1943, ma dopo una vita di combattimenti e lotte, questa volta, Toto Cutugno, non ce l’ha fatta. Nato in quella terra atipica che è la Lunigiana, ma di origini siciliane, l’autore di successi come “Solo noi” e “Gli amori” è morto martedì 22 agosto nel pomeriggio all’ospedale San Raffaele di Milano, dove era stato ricoverato nei giorni scorsi, dopo una lunga malattia. A dare la brutta notizia, è stato il manager del musicista Danilo Mancuso che ha spiegato come l’autore di “Le mamme” si sia aggravato negli ultimi mesi. Cutugno aveva da sempre un rapporto speciale con il capoluogo piemontese. Lanciando la candidatura della città per i recenti “Eurovision song contest” aveva infatti dichiarato: «Sarebbe bello se, proprio dal palco di Torino, partisse un successo internazionale, capace di lanciare un messaggio di pace. Proprio come è successo a me nel 1980», dopo aver vinto il Festival con “Solo”. Cutugno è stato tra i pochi artisti nazionali a vincere la kermesse internazionale, dopo l’affermazione di Gigliola Cinquetti nel 1964 e il trionfo dei Maneskin nel 2021. Lo stesso Toto Cutugno che, a Sanremo 1990, duettò con il grande Ray Charles.
Il ricordo sui social di Simona Ventura
Intanto sui social è già tempo del ricordo e del rimpianto. Tra le prime testimonianze c’è stata quella di Simona Ventura che ha voluto ricordalo così via social: «Se ne va uno tra i più grandi interpreti della canzone italiana, bandiera del nostro Paese. Testimone del mio tempo bello». Tante le reazioni arrivate, dalla politica - Meloni, Salvini e Renzi - dai colleghi di ieri e di oggi, come Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, Laura Pausini, e tanti altri.
Qui sopra, il messaggio social di Gianni Morandi
Tutti hanno canticchiato, in Italia ma anche all’estero, “L’italiano”, come fa Parola (Gerry Calà) in una scena mitica de “Il Bar dello Sport”, pellicola girata a Torino, che proprio quest’anno ha compiuto 40 anni. In quella indimenticabile sequenza, Jerry Calà soprannominato “Parola” perché muto, ritrova la favella e scappa con i milioni vinti al casinò di Montecarlo insieme a Lino Banfi. Già, “L’italiano”. Quasi un secondo inno nazionale, entrato subito nel cuore di tutti. Erano iniziati i ruggenti anni Ottanta. L’anno precedente, la Nazionale di Bearzot aveva vinto il “Mundial” di Spagna e c’era voglia di divertirsi, lasciandosi alle spalle un periodo buio.
Il messaggio di Giorgia Meloni
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