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L'EMERGENZA
07 Marzo 2024 - 16:40
Oltre 160 firme raccolte solo a Torino. Più di 7mila nel resto del Piemonte. Sono quelle raccolte dalle petizioni che chiedono alla Regione Piemonte un intervento massiccio e tempestivo per trovare una soluzione all’assedio dei cinghiali. «Ormai ce li troviamo attorno alle abitazioni anche in pieno giorno» Sulle strade della nostra collina cresce il disagio per la presenza degli ungulati, un’emergenza di cui si è fatta portavoce Laura Brigoni in III Commissione a Palazzo Lascaris. «Questo problema va risolto prima che succedano cose gravi» sottolinea la residente in strada del Maniero, poco lontano dall’Eremo. L’allerta si sposa a quella della peste suina anche nel resto del Piemonte, dove tra gli agricoltori sta salendo la rabbia per le intrusioni degli animali nei campi e i danneggiamenti alle colture, come ribadito dalla delegazione del Comitato degli amici degli ambienti rurali piemontesi - Coaarp, «nato con l’obiettivo di sollecitare le istituzioni a prendere rapidamente misure efficaci e durature volte al contenimento della specie cinghiale». Il Comitato nel 2022 aveva realizzato una petizione con oltre 7mila firme.
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Il Coaarp ha sollecitato «interventi tempestivi anche perché l’attuale politica di gestione della specie cinghiale si è dimostrata inadeguata con risvolti negativi anche per il settore agroalimentare. Si stanno rilevando danni sempre più massicci alle colture a tal punto che, in vaste aree del territorio piemontese, la pressione dell’ungulato sta compromettendo la sostenibilità economica e finanziaria delle aziende agricole». Tra le proposte avanzate anche il potenziamento degli strumenti di autodifesa per gli agricoltori e la netta contrarietà alla filiera della carne di cinghiale. Il Comitato inoltre si è soffermato sul pericolo degli incidenti stradali, sulla problematica della Peste suina africana e sugli indennizzi dei danni. Terminate le audizioni la Commissione ha quindi approvato una proposta di deliberazione presentata dall’assessore Maurizio Marrone, che mette a disposizione 250mila euro per sostenere iniziative e attività culturali a favore degli emigrati e per effettuare studi, indagini e ricerche relativi al fenomeno migratorio. Sul punto è intervenuta la consigliera del Pd, Monica Canalis. «I prelievi di cinghiali sono ben lontani dall’obiettivo fissato a 50mila, lo spostamento delle carcasse è lento e farraginoso, l’assunzione con fondi regionali di agenti faunistici nelle province e Città Metropolitana non è ancora avvenuta» sottolinea Canalis. «I dati ci dicono che si è fatto troppo poco, illudendosi che bastasse delegare ad associazioni privatistiche come quelle dei cacciatori, con la solita tendenza di privatizzazione di problemi pubblici propria di questa destra».
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