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L'EVENTO

Nel giorno del suo compleanno, un’associazione per portare avanti il lavoro di Vittorio Savoia

L’associazione, presieduta dalla madre Caterina Draisci, nasce con un obiettivo preciso: offrire supporto ai giovani che intendono avvicinarsi al giornalismo

Nel giorno del suo compleanno, un’associazione per portare avanti il lavoro di Vittorio Savoia

Settimo Torinese. Martedì 2 dicembre, dalle 19, all’Ecomuseo del Freidano, sarà presentata ufficialmente l’associazione dedicata a Vittorio Savoia, il fotoreporter settimese scomparso a soli 36 anni. L’iniziativa cade nel giorno in cui l’uomo avrebbe compiuto 39 anni.  L’associazione, presieduta dalla madre Caterina Draisci, nasce con un obiettivo preciso: offrire supporto ai giovani che intendono avvicinarsi al giornalismo. Una rete di accompagnamento, spiegano i promotori, per chi muove i primi passi in una professione in cui spesso ci si trova senza punti di riferimento. Il direttivo illustrerà nel dettaglio finalità e attività durante la serata di presentazione.

Tra i progetti già calendarizzati figura una mostra fotografica dedicata agli scatti più rappresentativi di Savoia. L’iniziativa, realizzata con la collaborazione della Fondazione Ecm, sarà ospitata nello spazio mostre dell’Ecomuseo del Freidano a partire da maggio 2026. Successivamente diventerà itinerante, con tappe previste in diversi comuni piemontesi e la possibilità di estendersi fuori regione. L’esposizione intende ripercorrere il lavoro di Savoia attraverso immagini di cronaca, reportage e progetti personali.

La serata del 2 dicembre prevede anche un momento musicale, con il concerto acustico di Ludovica Lopetti e Riccardo D’Angelo, già protagonisti negli anni scorsi dell’evento commemorativo dedicato al fotoreporter. «L’associazione nasce dall’esigenza di non disperdere ciò che Vittorio rappresentava – spiegano dal direttivo –. Il suo modo di lavorare, fatto di attenzione, rispetto per le persone e cura dei dettagli, può ancora essere un riferimento per molti ragazzi. Vogliamo creare occasioni di formazione e confronto, ma soprattutto un luogo dove non sentirsi soli all’inizio di un percorso professionale complesso». La mostra del 2026 sarà il primo tassello di un programma più ampio, che punta a coinvolgere la comunità locale, i colleghi e i giovani aspiranti reporter, con l’obiettivo di trasformare il ricordo in un impegno stabile nel tempo.

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