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I dati
16 Dicembre 2025 - 13:40
La pasta continua a essere uno dei simboli più riconoscibili della cucina italiana e mantiene un successo costante sia a livello nazionale che internazionale. I dati ufficiali confermano questo primato, mostrando come l’Italia domini i principali indicatori europei: produzione, esportazioni e consumo pro-capite.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore nell’ambito del progetto giornalistico europeo Pulse, nel 2024 la produzione complessiva di pasta nell’Unione Europea ha superato i 6 milioni di tonnellate, con un valore stimato di circa 9,1 miliardi di euro. Rispetto all’anno precedente, il valore economico è cresciuto del 3%, mentre i volumi sono diminuiti del 5%.
L’Italia svetta nettamente nella classifica europea, producendo 4,2 milioni di tonnellate, pari al 69% dell’intera produzione UE. Seguono la Spagna con 367 mila tonnellate (6%) e la Germania con 290 mila tonnellate (5%).
Una parte importante della produzione italiana non resta nei confini nazionali, ma viene esportata. Nel 2024, l’Italia ha esportato 2,2 milioni di tonnellate di pasta, su un totale europeo di 2,9 milioni, confermandosi leader indiscussa del mercato internazionale. Le importazioni UE si sono attestate a 1,7 milioni di tonnellate, mentre la Spagna rimane al secondo posto tra gli esportatori, con 131 mila tonnellate (5% del totale).
La distribuzione geografica delle esportazioni mostra che il 55% delle esportazioni italiane resta all’interno dell’Unione Europea, mentre il restante 45% raggiunge Paesi extra-UE come Regno Unito e Stati Uniti. Tra i principali importatori europei figurano Germania (468 mila tonnellate) e Francia (372 mila tonnellate).
Secondo i dati diffusi dall’Unione Italiana Food in occasione del World Pasta Day, il consumo pro-capite in Italia raggiunge i 23,3 kg all’anno, il più alto al mondo. La pasta italiana viene esportata in oltre 200 Paesi, diventando un vero ambasciatore del Made in Italy: secondo un sondaggio di AstraRicerche, l’80% degli italiani associa la pasta all’essenza della propria identità nazionale, e il 96,6% la considera un simbolo riconosciuto all’estero.
Non solo: la pasta si colloca tra i cinque elementi principali di orgoglio nazionale, insieme a patrimonio artistico, monumenti, paesaggi e tradizione letteraria.
L’espansione globale della pasta italiana si conferma anche nel 2025: nella prima metà dell’anno, le esportazioni sono aumentate del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, nonostante sfide quali dazi, inflazione, tensioni geopolitiche, rincari delle materie prime e cambiamenti climatici che hanno influenzato la produzione di grano duro.
In Francia, secondo la Chambre de l’Agriculture, il consumo di pasta ha superato le 566 mila tonnellate nel 2022. La maggior parte dei cittadini (oltre il 96%) acquista regolarmente pasta, e sette su dieci la consumano almeno una volta alla settimana. La produzione industriale francese ha superato le 453 mila tonnellate, con una chiara preferenza per gli spaghetti e una fedeltà di marca dichiarata da oltre un quarto dei consumatori.
In Grecia, il consumo pro-capite raggiunge i 12,2 kg annui, collocando il Paese al secondo posto europeo dopo l’Italia e al quarto posto mondiale. La produzione nazionale greca si attesta a 185 mila tonnellate, circa il 3% del totale UE. Nonostante la caduta del prezzo del grano duro nel 2025, i prezzi al dettaglio non sono diminuiti, suscitando polemiche. Il settore investe sempre più in prodotti innovativi come pasta integrale, biologica, proteica e senza glutine.
L’Italia conferma così il suo ruolo di leader europeo nel settore della pasta, dominando produzione, export e consumo pro-capite. La pasta non è solo un alimento: è un vero e proprio simbolo culturale che rappresenta il Made in Italy nel mondo.
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