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IL CASO
02 Gennaio 2026 - 17:50
Un anno segnato da tensioni ripetute ma anche da interventi decisivi che hanno salvato vite umane. Nella casa circondariale di Biella, secondo i dati diffusi dal sindacato Sinappe, nel corso del 2025 si sono registrate 44 aggressioni ai danni del personale di polizia penitenziaria, sanitario e civile. Un clima operativo complesso che però ha visto anche il salvataggio di cinque detenuti in situazioni estreme, grazie alla prontezza e al coordinamento degli operatori. Un dato significativo emerge inoltre sul fronte della mortalità: all’interno dell’istituto non si sono registrati suicidi né decessi per cause naturali durante tutto l'anno appena concluso.
Le 44 aggressioni confermano i rischi elevati per chi lavora dietro le sbarre, mettendo costantemente alla prova agenti e personale medico nella gestione quotidiana delle criticità. Nonostante queste difficoltà, la vigilanza e la capacità di risposta dell’istituto hanno permesso di sottrarre cinque persone a esiti potenzialmente tragici. La combinazione tra addestramento e riflessi rapidi ha evitato il peggio in momenti di alta tensione, consolidando un risultato di prevenzione che il sindacato definisce di grande impatto.
Il sindacato Sinappe sollecita ora maggiore attenzione sui protocolli operativi e sulle dotazioni, chiedendo un rafforzamento dell’assistenza psicologica sia per i detenuti che per il personale. Tra le priorità indicate dagli addetti ai lavori ci sono nuovi strumenti di prevenzione della violenza e procedure più rapide per gestire le situazioni ad alto rischio. L'obiettivo è consolidare i risultati positivi ottenuti sul fronte dei salvataggi, cercando al contempo di ridurre drasticamente il numero degli episodi violenti contro chi opera nella struttura.
La gestione della realtà penitenziaria biellese riflette equilibri che toccano l’intero territorio in termini di sicurezza e sanità. Per questa ragione, il confronto tra l’amministrazione, le sigle sindacali e le istituzioni locali viene indicato come il passaggio necessario per migliorare le condizioni di lavoro e garantire la stabilità interna del carcere.
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