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Il dramma

Nuove rivelazioni sull’ampliamento del locale di Crans-Montana: «Le modifiche potevano aggravare le conseguenze»

Le autorità e il Codacons valutano possibili responsabilità più gravi per i due proprietari

Nuove rivelazioni sull’ampliamento del locale di Crans-Montana: «Tali modifiche potevano aggravare le conseguenze»

Nella giornata di oggi sono emersi nuovi elementi sull’incendio di Capodanno al pub Le Constellation di Crans-Montana, costato la vita a 40 persone e provocato oltre 100 feritiSembrerebbe che alla fine del 2025, poche settimane prima della tragedia, i gestori del locale avessero presentato una richiesta di autorizzazione per ampliare la veranda coperta e rimuovere una porta di uscita laterale. A rivelarlo è stata la Radiotelevisione svizzera romanda RTS, che cita documenti ufficiali depositati presso il Comune. Secondo la RTS, «un mese prima della tragedia, il gestore del bar Le Constellation ha presentato una domanda di autorizzazione edilizia per il locale per ampliare la veranda coperta al fine di accogliere ancora più clienti. Voleva anche rimuovere un’uscita laterale della veranda».

La domanda porta la data del 19 dicembre 2025 e i lavori erano previsti “solo nel 2026”. I media osservano che «tali modifiche, se introdotte, avrebbero potuto rendere ancora più grave le conseguenze del rogo». Sempre secondo la RTS, nei documenti allegati alla richiesta «sono visibili vecchi piani dell’edificio. Si vede in particolare la porta interna del bar. Misura 1,5 metri, con un’apertura non conforme. La porta deve aprirsi nella direzione di fuga, cosa che non figura sul piano. Anche la porta della veranda si apre nella direzione sbagliata, verso l’interno». Sul fronte giudiziario, la Procura del Canton Vallese ha stabilito che non vi sono al momento i presupposti per adottare misure cautelari nei confronti dei gestori del locale, Jacques e Jessica Moretti, perché «non vi è alcun sospetto che gli indagati intendano eludere il procedimento penale o la pena prevista tramite la fuga» e «gli altri criteri, ovvero il rischio di recidiva o collusione, non vengono presi in considerazione».

L’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha commentato che al contrario in Italia, in una situazione simile, i responsabili sarebbero probabilmente stati arrestati. Intanto il Codacons ha annunciato il deposito di un esposto alla Procura di Milano, chiedendo di valutare l’ipotesi di strage in relazione alla tragedia. Secondo l’associazione, alla luce degli elementi emersi, non si può escludere una responsabilità più grave rispetto all’omicidio colposo, qualora venisse accertata la presenza di condizioni strutturali e organizzative tali da rendere prevedibile un rischio elevato per l’incolumità delle persone.

Il Codacons invita inoltre a rafforzare i controlli anche in Italia su capienze, autorizzazioni e uscite di sicurezza nei locali di intrattenimento e offre assistenza legale a famiglie delle vittime e feriti. Sul piano sanitario, la polizia del Vallese ha comunicato che sono stati identificati tutti i 116 feriti dell’incendio, di cui 83 risultano ancora ricoverati in ospedale. La maggior parte sono cittadini svizzeri, seguiti da francesi. Il bilancio iniziale di 119 persone coinvolte è stato rivisto dopo aver accertato che tre ricoveri della notte di Capodanno non erano collegati all’incendio.

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