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La strage di Capodanno

Crans-Montana, tutti gli affari (e le ombre) dei gestori del Constellation: da dove arrivano i loro soldi?

Gli affari immobiliari e in passato le condanne per truffa e sequestro di persona. L'avvocato delle vittime: "Un errore lasciarli liberi"

Crans-Montana, i proprietari di Le Constellation rompono il silenzio: «Siamo devastati»

Mentre in Italia si celebrano i funerali delle giovanissime vittime della strage di Capodanno, in Svizzera si indaga e soprattutto emergono sempre nuovi particolari, e ombre, sulle attività dei gestori del locale trasformatosi in inferno.

Lo chiamano “le Corse”. Jacques Moretti, 49 anni, nato in Corsica e con la moglie Jessica Maric, 39, da oltre un decennio trapiantati nel Vallese, sono al centro dell’inchiesta sulla strage di Capodanno al lounge bar Le Constellation di Crans-Montana. La procura cantonale li ha iscritti nel registro degli indagati per omicidio plurimo, lesioni personali e incendio colposi. Loro, dopo giorni di silenzio, hanno scelto di parlare: «Siamo devastati e sopraffatti dal dolore, i nostri pensieri sono rivolti alle vittime, ai loro cari e a chi sta lottando per la vita. Le parole non possono descrivere adeguatamente la tragedia. Siamo pronti a una piena collaborazione e non cercheremo di sottrarci alle nostre responsabilità». Gli avvocati delle vittime, invece, ne chiedono l'arresto.



Una coppia tra Corsica, Costa Azzurra e Vallese
Lui legatissimo alla terra d’origine. Lei, cresciuta tra Costa Azzurra e Monaco, figlia di un vigile del fuoco di Cannes e nipote del presidente del comitato municipale per gli incendi boschivi di Auribeau-sur-Siagne. In Svizzera, dove vivono, hanno condiviso progetti e società, dividendosi al 50% le quote. Affari con qualche zona d'ombra, come fa capire il Corriere della Sera. E come annota soprattutto la testata svizzera insideparadeplatz.ch.

Le attività a Crans Montana
Secondo il Registro di commercio del Vallese Centrale, la coppia controlla quattro società: Le Constellation (capitale 20mila franchi), il locale al centro dell’indagine, noto come discoteca di fatto ma con oggetto sociale che non contempla l’attività da club; Le Senso, bar aperto nel 2020 e specializzato in hamburger; Le Vieux Chalet 1978, ristorante nel vicino villaggio di Lens con cucina di ispirazione corsa. Del gruppo fa parte anche il Petite Maison, cui è stata revocata la licenza. Sul fronte dei controlli di sicurezza, sono emerse criticità amministrative di cui gli atti dovranno chiarire portata e responsabilità.



Le ramificazioni in Francia
Non solo ristorazione. Maric risulta titolare a Cannes di una società per la locazione e gestione immobiliare con sede a Villa Ad’Alta, in rue Léon Noël, a pochi minuti dalla Croisette. Fino a due anni fa figurava una succursale a Parigi in rue de Tocqueville, poi chiusa. Non è definito se la titolarità riguardasse immobili propri o attività di intermediazione: gli appartamenti del complesso risultano comunque offerti in locazione turistica su diverse piattaforme.

A Lens, nel 2020, i due hanno acquistato la loro prima casa in Svizzera: un immobile del valore di circa 820mila franchi svizzeri, al cambio 880mila euro, senza ricorrere a mutui o finanziamenti bancari. Nel 2024, sempre a Lens, un altro investimento immobiliare, 501 metri quadrati con 270 metri quadrati di spazio verde, valore 410mila franchi. Anche qui, senza mutui o finanziamenti. Così come per i tre locali a Crans-Montana. Da dove venivano i loro capitali?

Le ombre del passato di Moretti
Secondo ricostruzioni di stampa e fonti giudiziarie, nel 2008 Moretti fu coinvolto in un’indagine per sfruttamento della prostituzione. con quattro mesi in carcere e altri otto con la condizione. Nel 2005 risulta essere stato incarcerato per truffa, rapimento e sequestro di persona. Episodi che non hanno relazione con l’attuale procedimento e che, come sempre, richiedono letture documentali puntuali.

La linea difensiva e l'affondo: «Errore lasciarli liberi»
Il messaggio affidato ai media segna un cambio di passo: collaborazione piena con gli inquirenti e disponibilità ad assumersi le responsabilità che dovessero emergere. Resta da accertare la dinamica dell’incendio, la conformità del locale alle prescrizioni antincendio e il nesso causale tra eventuali irregolarità e l’evento. La procura cantonale, con il supporto di periti, dovrà incrociare atti amministrativi, testimonianze, rilievi tecnici e tracciati delle autorizzazioni.

Per ora, vige la presunzione d’innocenza per tutti gli indagati. Ma Sébastien Fanti, avvocato di diverse vittime della tragedia di Capodanno, all'emittente Rts ha detto: «Per me, è un rischio aver lasciato i Moretti in libertà. Immaginate cosa succederebbe per le vittime se queste persone lasciassero la Svizzera e non si potesse avere il processo che è dovuto ai genitori e alle famiglie delle vittime».

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