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La strage di Capodanno
07 Gennaio 2026 - 13:50
Mentre in Italia si celebrano i funerali delle giovanissime vittime della strage di Capodanno, in Svizzera si indaga e soprattutto emergono sempre nuovi particolari, e ombre, sulle attività dei gestori del locale trasformatosi in inferno.
Lo chiamano “le Corse”. Jacques Moretti, 49 anni, nato in Corsica e con la moglie Jessica Maric, 39, da oltre un decennio trapiantati nel Vallese, sono al centro dell’inchiesta sulla strage di Capodanno al lounge bar Le Constellation di Crans-Montana. La procura cantonale li ha iscritti nel registro degli indagati per omicidio plurimo, lesioni personali e incendio colposi. Loro, dopo giorni di silenzio, hanno scelto di parlare: «Siamo devastati e sopraffatti dal dolore, i nostri pensieri sono rivolti alle vittime, ai loro cari e a chi sta lottando per la vita. Le parole non possono descrivere adeguatamente la tragedia. Siamo pronti a una piena collaborazione e non cercheremo di sottrarci alle nostre responsabilità». Gli avvocati delle vittime, invece, ne chiedono l'arresto.
A Lens, nel 2020, i due hanno acquistato la loro prima casa in Svizzera: un immobile del valore di circa 820mila franchi svizzeri, al cambio 880mila euro, senza ricorrere a mutui o finanziamenti bancari. Nel 2024, sempre a Lens, un altro investimento immobiliare, 501 metri quadrati con 270 metri quadrati di spazio verde, valore 410mila franchi. Anche qui, senza mutui o finanziamenti. Così come per i tre locali a Crans-Montana. Da dove venivano i loro capitali?
Le ombre del passato di Moretti
Secondo ricostruzioni di stampa e fonti giudiziarie, nel 2008 Moretti fu coinvolto in un’indagine per sfruttamento della prostituzione. con quattro mesi in carcere e altri otto con la condizione. Nel 2005 risulta essere stato incarcerato per truffa, rapimento e sequestro di persona. Episodi che non hanno relazione con l’attuale procedimento e che, come sempre, richiedono letture documentali puntuali.
La linea difensiva e l'affondo: «Errore lasciarli liberi»
Il messaggio affidato ai media segna un cambio di passo: collaborazione piena con gli inquirenti e disponibilità ad assumersi le responsabilità che dovessero emergere. Resta da accertare la dinamica dell’incendio, la conformità del locale alle prescrizioni antincendio e il nesso causale tra eventuali irregolarità e l’evento. La procura cantonale, con il supporto di periti, dovrà incrociare atti amministrativi, testimonianze, rilievi tecnici e tracciati delle autorizzazioni.
Per ora, vige la presunzione d’innocenza per tutti gli indagati. Ma Sébastien Fanti, avvocato di diverse vittime della tragedia di Capodanno, all'emittente Rts ha detto: «Per me, è un rischio aver lasciato i Moretti in libertà. Immaginate cosa succederebbe per le vittime se queste persone lasciassero la Svizzera e non si potesse avere il processo che è dovuto ai genitori e alle famiglie delle vittime».
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