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IL CASO
12 Gennaio 2026 - 10:30
La Regione Piemonte ha ratificato la norma nazionale che sblocca le indennità per il personale dei pronto soccorso. Per la prima volta, però, le risorse non saranno distribuite in modo uguale per tutti: infermieri, ostetriche e infermieri pediatrici riceveranno una quota maggiore rispetto ad altri profili, una scelta che punta a valorizzare chi opera nelle condizioni più gravose dell'emergenza-urgenza.
Nonostante il via libera, il clima resta teso. Cgil e Uil definiscono il provvedimento una "prima risposta", ma chiedono subito risorse aggiuntive regionali per non escludere il resto del personale e gli operatori socio-sanitari (Oss), sottoposti agli stessi livelli di stress. I sindacati puntano il dito anche contro la mancata copertura del turn over nel 2025, denunciando che quasi nessuna azienda sanitaria piemontese ha rimpiazzato il personale andato in pensione.
Le organizzazioni non risparmiano critiche politiche all'assessore Federico Riboldi, ricordando ironicamente la sua autodefinizione di "sindaco della sanità". Secondo i sindacati, le attuali politiche di contenimento della spesa sono incompatibili con la necessità di rendere i pronto soccorso luoghi di lavoro attrattivi, rischiando di svuotare ulteriormente i reparti.
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