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Addio agli scontrini dei Pos: non sarà più obbligatorio conservarli

Con il nuovo decreto Pnrr stop alla carta: basteranno i documenti digitali delle banche per cittadini e imprese

Addio agli scontrini dei Pos: non sarà più obbligatorio conservarli

Con l’approvazione del nuovo decreto Pnrr, il Governo introduce una svolta importante nella gestione dei pagamenti elettronici: non sarà più obbligatorio conservare gli scontrini cartacei dei Pos. Una misura che punta a semplificare gli adempimenti burocratici per cittadini e imprese, riducendo sprechi di tempo e carta.

Fine dell’obbligo di conservazione decennale

Fino a oggi, le ricevute emesse dai terminali Pos dovevano essere custodite per dieci anni, poiché considerate alla stregua di scritture contabili. Con il nuovo provvedimento, questo vincolo viene eliminato: gli scontrini potranno essere buttati senza conseguenze legali o fiscali.

Il decreto chiarisce infatti che tali ricevute rappresentano solo una prova dell’avvenuto pagamento, ma non sono documenti necessari né per la dichiarazione dei redditi né per la redazione del bilancio.

Basta il digitale: cosa bisogna conservare

Al posto del cartaceo, sarà sufficiente archiviare la documentazione digitale fornita da banche e circuiti di pagamento. Estratti conto e report elettronici garantiranno la tracciabilità delle operazioni, assicurando comunque il rispetto delle norme fiscali.

Secondo quanto riportato nella relazione illustrativa del decreto, l’obbligo precedente rappresentava un onere sproporzionato, spesso difficile da rispettare soprattutto per piccole imprese e cittadini.

Un pacchetto di semplificazioni

L’eliminazione degli scontrini Pos rientra in un insieme più ampio di interventi volti a snellire le procedure amministrative. Tra le altre novità previste dal decreto Pnrr figurano:

  • Carta d’identità con validità estesa per gli over 70

  • Tessera elettorale in formato digitale

  • Riduzione di centinaia di passaggi burocratici in vari settori

Il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha sottolineato come queste misure siano in linea con gli obiettivi di modernizzazione previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Quando entrano in vigore le nuove regole

Essendo un decreto legge, le disposizioni sono efficaci immediatamente. Tuttavia, il testo dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni; in caso contrario, le norme perderanno validità.

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