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L'allarme
31 Gennaio 2026 - 10:45
Questi giorni sono segnati dall'attesa per il rientro incontrollato nell'atmosfera terrestre di un imponente detrito spaziale denominato ZQ-3 R/B. L'oggetto in questione non è altro che il secondo stadio del razzo cinese Zhuque-3, un vettore sviluppato dalla startup LandSpace e lanciato in orbita lo scorso 3 dicembre. Le dimensioni del relitto sono considerevoli: parliamo di un cilindro lungo circa 12 metri con una massa complessiva stimata in 11 tonnellate.
Stando ai dati più recenti forniti dall'Eu SST, il programma di sorveglianza e tracciamento spaziale dell'Unione Europea, il momento del contatto con gli strati densi dell'atmosfera è previsto indicativamente intorno alle 12:04 ora italiana. Tuttavia, gli esperti avvertono che esiste ancora un ampio margine di incertezza, quantificabile in circa sette ore prima o dopo l'orario stimato.
A causa dell'inclinazione orbitale del detrito, l'area geografica potenzialmente interessata è vastissima. La zona d'impatto si estende infatti tra i 57 gradi di latitudine nord e i 57 gradi di latitudine sud, una fascia del globo che comprende la quasi totalità degli oceani e gran parte delle terre emerse, inclusi gli Stati Uniti e l'area centro-meridionale dell'Europa.
Il Centro Operativo Italiano, che detiene la responsabilità per il servizio di analisi del rientro all'interno della rete europea, sta monitorando costantemente la traiettoria per cercare di circoscrivere con maggiore esattezza sia la località che l'orario dell'impatto. Gli specialisti di Eu SST hanno spiegato che, sebbene le previsioni siano destinate a diventare sensibilmente più precise con il passare delle ore e il progressivo abbassamento dell'altitudine del detrito, rimarranno comunque dei margini di errore inevitabili legati principalmente alla natura stessa del rientro che, essendo totalmente passivo e non guidato, risente in modo imprevedibile della resistenza atmosferica e dell'orientamento dell'oggetto durante la caduta.
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