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Il caso
01 Febbraio 2026 - 11:00
Parigi – Nestlé ha avviato un richiamo di ampia portata per alcuni latti in polvere destinati ai neonati, dopo il riscontro di una possibile contaminazione da cereulide, una tossina prodotta dal batterio Bacillus cereus. Il richiamo riguarda le linee Guigoz e Nidal e interessa diversi mercati europei. La cereulide può provocare episodi di vomito acuto nelle ore successive al consumo, in particolare nei neonati, per i quali il rischio è più elevato.
La vicenda ha suscitato grande attenzione in Francia, dove due neonati sono morti dopo aver consumato latte ritirato dal mercato, sebbene al momento non sia stato accertato alcun legame diretto tra i decessi e la contaminazione. Il primo caso riguarda un neonato deceduto all’ospedale Haut Lévêque di Pessac, vicino a Bordeaux, dopo essere stato alimentato tra il 5 e il 7 gennaio 2026 con latte Guigoz. Il secondo riguarda una bambina di 27 giorni morta il 23 dicembre 2025 ad Angers: la madre aveva segnalato agli investigatori l’utilizzo di latte della stessa marca.
Le autorità sanitarie francesi, insieme ai ministeri dell’Agricoltura e della Salute, hanno definito l’allarme di ampia portata e hanno assicurato una sorveglianza costante sul caso. Per il momento, non è stato possibile stabilire un nesso causale tra l’assunzione dei prodotti e l’insorgenza di sintomi nei neonati.
Nestlé ha spiegato che la presenza della tossina era stata rilevata già a fine novembre 2025 durante controlli di routine nello stabilimento olandese. In quella fase, i livelli di cereulide erano molto bassi, e non esistono norme che definiscano un limite massimo per questa sostanza. La multinazionale ha, comunque, interrotto immediatamente la produzione e avviato analisi più approfondite, ritirando successivamente i prodotti ancora sotto il suo controllo.
La cereulide è una sostanza prodotta dal batterio Bacillus cereus in condizioni particolari di conservazione e lavorazione degli alimenti. Anche se i controlli di qualità sono molto severi, tracce della tossina possono occasionalmente sfuggire ai test, rendendo indispensabile il ritiro preventivo dei lotti sospetti.
L’inchiesta è ancora in corso e punta a chiarire le cause dei decessi e l’eventuale responsabilità dei prodotti coinvolti.
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