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L'INIZIATIVA

Vino piemontese, la sfida si sposta in Brasile: dazi e accordi al centro del Rapporto WPO ad Alba

Giovedì 5 febbraio la presentazione dei dati di Confindustria Cuneo sulla competitività dell’export

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Il futuro del vino piemontese non si decide più soltanto tra i filari o nelle botti, ma attraversa gli oceani della geopolitica. Giovedì 5 febbraio 2026 (ore 15:30), la Sala Beppe Fenoglio di Alba diventerà il centro nevralgico del dibattito vitivinicolo internazionale con la presentazione del Rapporto dell’Osservatorio permanente sui vini di Confindustria Cuneo.

Quest’anno, il focus è tutto sul Brasile e sull'area del Mercosur. Il paradosso è evidente: avere una reputazione mondiale non basta se i dazi doganali e le barriere burocratiche rendono il vino inaccessibile sugli scaffali stranieri. Gli accordi tra Unione Europea e Sud America rappresentano un bivio cruciale: possono aprire portoni dorati per i grandi rossi di Langa e i bianchi del Roero o, al contrario, restringere i varchi della competitività.

Per orientarsi in questa "mappa" di regole e dazi, interverranno esperti di caratura globale. Ignacio Sanchez (CEEV) spiegherà le mosse di Bruxelles, mentre Francesca Migliarucci (Federvini) darà voce alle strategie dei produttori italiani. Fondamentale sarà la testimonianza "dal campo" di Julio Vargas (Cantu Importadora), che spiegherà cosa succede realmente quando una bottiglia piemontese sbarca in Brasile. In un mercato che cambia gusti e regole con rapidità estrema, il Rapporto WPO si conferma uno strumento di realismo necessario per non navigare a vista.



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