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Garlasco
05 Febbraio 2026 - 21:25
Anche a distanza di quasi vent’anni, lo scontrino del parcheggio di Andrea Sempio continua a essere al centro delle cronache riguardanti l’omicidio di Chiara Poggi. Il documento, conservato dal giorno del delitto, è ora oggetto di nuove ipotesi investigative, che parlano addirittura di una possibile manomissione. La difesa del sospettato smentisce con fermezza ogni accusa.
Il 13 agosto 2007, Andrea Sempio dichiarò di essersi recato in macchina a Vigevano per andare in libreria. Dopo aver parcheggiato e ritirato il biglietto, constatò che il negozio era chiuso e tornò quindi a Garlasco. Lo scontrino, consegnato ai carabinieri nel 2008, è stato per anni considerato il suo alibi per la mattina del delitto. Sempio è stato indagato tre volte, ma quel documento ha sempre sostenuto la sua versione dei fatti.
Negli ultimi mesi, lo scontrino è tornato alla ribalta. Alcuni testimoni – mai confermati ufficialmente – avrebbero suggerito che Sempio non lo avrebbe ritirato personalmente, e che in realtà sarebbe appartenuto alla madre, che si sarebbe recata a Vigevano per incontrare un ex pompiere. Versione smentita dalla donna: “Sono uscita per andare a Gambolò a far fare dei telecomandi, il negozio era chiuso, sono tornata a casa alle 10 meno 10. Mio figlio è uscito con la macchina verso Vigevano, io non sono mai andata e non ho mai consegnato scontrini. Tutto il resto sono bufale”.
Recentemente, il settimanale Giallo ha rilanciato l’ipotesi di una possibile manomissione del documento. Secondo l’ex pompiere amico della madre, chi conosceva il metodo avrebbe potuto alterare l’orario stampato, ma non ci sono prove che questo sia effettivamente accaduto, né che Andrea Sempio abbia avuto un ruolo nella presunta manipolazione.
Gli avvocati difensori, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, confermano a Fanpage.it la genuinità dello scontrino e assicurano che saranno depositati accertamenti difensivi senza anticiparne i dettagli. Taccia sottolinea: “Molte informazioni diffuse dai media non sono mai state verificate scientificamente o tecnicamente. La difesa sta lavorando con indagini proprie”.
Il padre di Andrea Sempio ha spiegato che il documento è stato trovato in auto mentre puliva: l’idea di conservarlo fu della madre, perché essendo amici dei Poggi, sarebbe stato normale consegnarlo se richiesto dagli investigatori. In passato come oggi, le autorità hanno considerato lo scontrino irrilevante ai fini dell’alibi, quindi la sua presenza o assenza non cambia lo svolgimento delle indagini, prossime alla chiusura da parte della Procura di Pavia.
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