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Montagna

Valanghe sulle Alpi: dieci morti in sette giorni

Il Soccorso Alpino lancia un appello alla prudenza, invitando escursionisti e alpinisti a valutare attentamente itinerari, pendenze e bollettini nivologici prima di avventurarsi sulla neve

Valanghe sulle Alpi: dieci morti in sette giorni

Soccorso Alpino valdostano

Negli ultimi sette giorni le Alpi italiane hanno registrato un tragico bilancio: undici persone hanno perso la vita in montagna, di cui dieci a causa di valanghe. L’allarme arriva direttamente dal Soccorso Alpino, che invita chi si muove su terreni innevati a una massima cautela.

Secondo gli esperti, le aree a rischio si estendono su gran parte dell’arco alpino, dalla Valle d’Aosta al Friuli-Venezia Giulia, passando per Lombardia e Trentino. Le valanghe non sono causate da un unico fattore, ma sono spesso legate alla presenza di strati deboli nel manto nevoso, che rendono il terreno insidioso e difficilmente prevedibile. Anche gli alpinisti più esperti possono incontrare difficoltà a identificare percorsi realmente sicuri per la salita o la discesa.

Il Soccorso Alpino sottolinea che, soprattutto nei primi giorni della settimana, scegliere itinerari su pendii ripidi può essere particolarmente rischioso. Gli esperti raccomandano di avere conoscenza e utilizzo dei dispositivi di autosoccorso, di consultare attentamente i bollettini nivologici e di valutare con attenzione non solo l’itinerario, ma anche le modalità di salita e discesa.

In molti casi, la scelta più prudente rimane quella di rimandare le escursioni fino a quando il manto nevoso non si sia stabilizzato, evitando così di esporsi a rischi potenzialmente letali.

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