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I dati
10 Febbraio 2026 - 11:44
Oggi, 10 febbraio, si celebra il Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete. Un appuntamento che quest'anno cade in un momento storico cruciale: la Generazione Alpha (i nati tra il 2010 e il 2025) non si limita a usare la tecnologia ma la utilizza quotidianamente, muovendosi tra intelligenza artificiale e piattaforme digitali con una disinvoltura che però nasconde fragilità profonde.
Il quadro che emerge dai dati più recenti è quello di una generazione consapevole dei propri limiti, ma spesso incapace di cambiare rotta senza un supporto educativo coerente.
I dati dell'Osservatorio Scientifico del Movimento Etico Digitale, che ha coinvolto oltre 20.000 studenti, rivelano una realtà allarmante: il 77,5% è la percentuale di studenti (11-18 anni) che dichiara di sentirsi dipendente dai dispositivi digitali, un dato in crescita rispetto al 72,6% dello scorso anno. Sebbene i ragazzi sappiano di essere "troppo online", tra chi ha provato a ridurre il tempo di connessione, solo il 23,3% è riuscito nell'intento. Oltre il 91% riconosce che l'uso eccessivo influisce sulla salute fisica e mentale (il 72,2% teme ripercussioni su entrambe). Il 31% dichiara di sentirsi "né bene né male" online, un segnale di assuefazione dove Internet non è più uno spazio di svago ma un ambiente costante e inevitabile.
Le fasce orarie più colpite sono quelle tra le 13 e le 23, ore tradizionalmente dedicate allo studio, alla socialità reale e al riposo, ormai assorbite dalla connessione continua.
Secondo il pedagogista Gregorio Ceccone, il problema non è la mancanza di consapevolezza dei giovani, quanto l'incoerenza degli adulti. Mentre la scuola lavora sulla cittadinanza digitale, in famiglia spesso mancano regole chiare.
In occasione del Safer Internet Day, Unicef ha scelto il tema "Smart tech, safe choises", evidenziando un gap di competenze preoccupante: in Italia, tra i 9 e i 16 anni, quasi il 10% non sa gestire la privacy.
In media, 1 studente su 5 di 10 anni non riesce a distinguere se un sito web sia affidabile o meno. Unicef e Interpol segnalano un aumento drammatico di immagini sessualizzate generate dall'IA. Uno studio in 11 paesi rivela che 1,2 milioni di bambini sono stati vittime di manipolazioni deepfake a sfondo sessuale nell'ultimo anno (circa 1 bambino per classe).
Per navigare nell'era dell'IA, Unicef suggerisce ai genitori un approccio proattivo: introdurre il concetto di IA appena i bambini iniziano a porre domande e monitorare come l'IA influenza l'apprendimento e la socialità sembrano essere due passaggi fondamentali per un uso consapevole. È inoltre importante spiegare il funzionamento degli smart speaker o chatbot presenti in casa e incoraggiare l'uso dell'IA per approfondire, non per saltare i passaggi logici dello studio.
Controllare insieme quali dati personali (età, abitudini, sentimenti) vengono condivisi con le piattaforme è un'altra azione chiave per tutelare la sicurezza dei più piccoli, assicurandosi che il bambino non cerchi supporto emotivo nell'IA, sostituendo così le persone più care.
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