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Treni piemontesi: consegnate 7.193 firme per un servizio degno

Cittadini chiedono manutenzione e puntualità. Nel mirino il declino della Pinerolo-Chivasso e il Servizio Ferroviario Metropolitano

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Quante ore di vita costa un ritardo di dieci minuti ripetuto ogni giorno? Per i pendolari piemontesi la risposta è contenuta nelle 7.193 firme raccolte dal Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile (Co.M.I.S.) e consegnate nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati e ai vertici della Regione Piemonte. La richiesta è netta: basta "terni al lotto" tra guasti e soppressioni, serve un servizio pubblico degno di questo nome.

Il rapporto Pendolaria di Legambiente conferma il malessere: linee come la Pinerolo-Torino-Chivasso e l'intero sistema SFM torinese sono finite nella "lista nera" per inefficienze strutturali. Nonostante i miliardi investiti nelle grandi opere come la Torino-Lione, i viaggiatori quotidiani denunciano una carenza cronica di manutenzione ordinaria e convogli spesso obsoleti.

Dalla Torino-Cuneo-Ventimiglia, che viaggia ancora a gasolio e con limiti di 40 km/h, alla Santhià-Arona dimenticata dal 2012, il quadro è quello di una rete "spezzata". Il Co.M.I.S. si dice pronto al dialogo, ma avverte: la credibilità delle istituzioni si misura sui minuti guadagnati dai passeggeri, non sui comunicati stampa.

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