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Economia & Finanza
12 Febbraio 2026 - 14:00
Tra Amsterdam e Annonay, tra domanda che rallenta e scorte da sbloccare, Iveco Group archivia un 2025 complesso ma non rinuncia all’ambizione. Convoca per il 25 marzo, ad Amsterdam, l’assemblea straordinaria per la cessione del ramo Defence e, intanto, mette in fila numeri e priorità. È la fotografia di un gruppo che ha stretto i bulloni nei mesi difficili per arrivare al 2026 con più ordine, più disciplina e un’agenda chiara. Basterà?
- Bus: i progressi di redditività sono stati smorzati dai costi extra legati ai ritardi produttivi di Annonay e dei fornitori. Impatto diretto sulla generazione di cassa: circa 200 milioni di euro di free cash flow negativi. L’impegno è consegnare nel corso di quest’anno i prodotti non finiti in magazzino, liberando capitale circolante.
- Powertrain: dal terzo trimestre in poi, la crescita dei volumi motori verso clienti terzi ha sostenuto la redditività nella seconda parte del 2025, aiutata da mix e prezzi più favorevoli, controllo dei costi e maggiore efficienza operativa.
I NUMERI CHIAVE DEL 2025
- Ricavi netti consolidati: 13,4 miliardi di euro (-7% a/a). Nel dettaglio gestionale, 13.428 milioni di euro contro 14.417 milioni nel 2024.
- Margine EBIT adjusted consolidato: 4,8% (EBIT adjusted 645 milioni, da 892 milioni nel 2024). - Attività Industriali: ricavi netti 13,1 miliardi (13.129 milioni, da 14.064 milioni nel 2024); EBIT adjusted 528 milioni; margine 4,0% (5,4% nel 2024), penalizzato da minori volumi e maggior costo del prodotto in Truck e Bus, parzialmente compensati da minori spese generali, amministrative e di vendita. - Utile netto adjusted: 312 milioni (520 milioni nel 2024); risultato diluito per azione adjusted 1,16 euro (1,91 euro nel 2024).
- Oneri finanziari netti: 222 milioni (192 milioni nel 2024), con il 2024 favorito dall’effetto contabile dell’iperinflazione in Argentina, non più applicabile dal 1° gennaio 2025. - Imposte: 82 milioni; aliquota fiscale effettiva adjusted 26%, in linea con il mix di giurisdizioni e alcune componenti non ricorrenti. - Free cash flow delle Attività Industriali:
-109 milioni (da +240 milioni nel 2024), per minori vendite e per il livello eccezionale delle scorte Bus a fine anno. - Liquidità disponibile delle Continuing Operations: 4.693 milioni al 31 dicembre 2025, inclusi 1.900 milioni di linee di credito non utilizzate. La liquidità delle Discontinued Operations ammonta a 499 milioni alla stessa data.
IL QUARTO TRIMESTRE CAMBIA PASSO
Nel quarto trimestre 2025 il motore gira più rotondo: - Ricavi consolidati: 4 miliardi di euro (4.000 milioni, da 4.248 milioni nel quarto trimestre 2024), per minori volumi. - EBIT adjusted: 246 milioni (da 231 milioni), con margine al 6,2% (5,4% un anno prima). - Attività Industriali: EBIT adjusted 227 milioni (202 milioni nel quarto trimestre 2024), margine al 5,8% (4,8% nel 2024), grazie alle azioni sui costi. - Utile netto adjusted: 133 milioni, +18 milioni rispetto al quarto trimestre 2024; EPS diluito adjusted 0,50 euro, +0,06 euro. - Oneri finanziari netti: 59 milioni (78 milioni un anno prima). - Free cash flow delle Attività Industriali: +1.132 milioni, in aumento di 70 milioni rispetto al quarto trimestre 2024. La metafora è quella di un convoglio che, dopo una salita, ritrova la marcia giusta: margini in risalita, cassa in accelerazione, minori oneri finanziari nel trimestre. È un segnale sufficiente a parlare di inversione? Prudenza impone di attendere la normalizzazione delle scorte Bus e la piena esecuzione del piano operativo.
LE PROSPETTIVE: DISCIPLINA, QUALITÀ E SCADENZE DA RISPETTARE
Olof Persson guarda avanti “con fiducia”, puntando su qualità, esecuzione operativa e accelerazione del Programma di Efficienza in tutte le business unit. Le priorità sono scandite nel tempo: consegna dei prodotti non finiti nel corso dell’anno per liberare capitale, chiusura della vendita di Defence entro marzo 2026 e completamento dell’OPA su Tata Motors nel secondo trimestre 2026. L’Europa resta il teatro più impegnativo, mentre Annonay è il cantiere da riportare a regime. La domanda allora è una: l’insieme di cost discipline, gestione scorte e pricing potrà compensare il ciclo debole dei veicoli commerciali e degli autocarri pesanti in Europa? La traiettoria del quarto trimestre suggerisce che la rotta è stata corretta; ora serve costanza, chilometro dopo chilometro.
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