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Il fatto
14 Febbraio 2026 - 11:35
Carlotta Vagnoli ha reso pubblici gli atti con cui il pubblico ministero Alessio Rinaldi propone l’archiviazione per lei, Valeria Fonte e Benedetta Sabene. Le tre, attiviste note per la loro partecipazione a iniziative sociali, erano finite al centro dell’attenzione mediatica dopo la diffusione di alcune loro chat private incluse in procedimenti investigativi.
Come spesso accade nella vicenda, la notizia è stata condivisa su Instagram. Nel post pubblicato da Vagnoli è visibile un documento ufficiale del tribunale di Monza che conferma la richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero. Le indagini coinvolgevano le tre attiviste, accusate di presunti atti persecutori verso un uomo.
Secondo quanto riportato negli atti, la richiesta di archiviazione si basa su più motivazioni:
Non è stata rilevata l’abitualità delle condotte contestate.
Non risulta un cambiamento nelle abitudini di vita della presunta vittima, requisito necessario per configurare lo stalking.
Non esistono prove che le presunte azioni delle indagate abbiano avuto impatti concreti sulla vita privata o professionale della persona offesa.
Quando il pubblico ministero propone l’archiviazione, significa che, secondo la sua valutazione, non ci sono elementi sufficienti per procedere con un processo. A questo punto, il fascicolo passa al GIP (giudice per le indagini preliminari), che dovrà decidere se accogliere la richiesta. Chi ha presentato la denuncia può opporsi, ma l’orientamento iniziale del PM è chiaro.
A corredo della pubblicazione, Vagnoli ha rivolto parole dure ai giornali: ricorda articoli e titoli apparsi nei mesi scorsi, sottolineando il forte impatto mediatico della vicenda. La diffusione delle chat tra le tre attiviste, che coinvolgevano anche altre persone come Flavia Carlini, ha amplificato il dibattito pubblico.
Vagnoli ha commentato:
“Dopo tempo, psicofarmaci e terapia, guardo ai giornali e a queste istituzioni goffe che hanno creduto che tre persone come noi potessero agire in modo scomposto per una storia di corna. Non fareste ridere se non aveste potere. Mi fate solo schifo.”
La vicenda si chiude quindi con la proposta di archiviazione, ma la decisione finale spetterà al GIP, segnando un ulteriore capitolo della storia che ha catturato l’attenzione dei media e dei social network.
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