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Lo studio
14 Febbraio 2026 - 16:05
Mangiare sano non è importante solo per prevenire la malattia ma diventa una vera e propria strategia di sopravvivenza per chi il tumore lo ha già incontrato. Una recente ricerca italiana, condotta dall'Irccs Neuromed di Pozzilli con il supporto di Fondazione Airc, ha gettato nuova luce su un aspetto spesso trascurato: dopo una diagnosi oncologica, non conta solo cosa si mangia, ma quanto quel cibo sia stato manipolato dall'industria prima di arrivare in tavola. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, rivela dati che invitano a una profonda riflessione sulle nostre abitudini quotidiane, indicando che la qualità dell'alimentazione dopo la diagnosi può influenzare direttamente le probabilità di successo delle cure e la longevità del paziente.
Analizzando i dati del progetto Moli-sani, i ricercatori hanno seguito per circa quindici anni oltre ottocento persone che avevano ricevuto una diagnosi di tumore. Il confronto tra chi consumava abitualmente cibi ultra-processati e chi preferiva una dieta più naturale ha mostrato differenze nette nelle percentuali di sopravvivenza. Chi abusa di prodotti industriali registra infatti un aumento del rischio di mortalità specifica per tumore del 59%, mentre il rischio di decesso per qualsiasi causa sale del 48%. Questi numeri suggeriscono che la trasformazione industriale degli alimenti sia un fattore di rischio indipendente dalla semplice qualità nutrizionale del cibo.
La pericolosità di questi prodotti non risiede infatti soltanto nell'apporto calorico o nella presenza eccessiva di grassi e zuccheri. Secondo gli autori dello studio, è proprio il processo industriale a fare la differenza, poiché durante la lavorazione vengono introdotti additivi come aromi artificiali, conservanti ed emulsionanti, oltre a sostanze chimiche che possono alterare il microbiota intestinale e favorire stati infiammatori. Spesso questi cibi sono privi di nutrienti essenziali come fibre e vitamine, elementi che l'organismo utilizza per ripararsi e rispondere alle terapie. Anche quando un alimento ultra-processato sembra equilibrato sulla carta, il modo in cui è stato prodotto può interferire negativamente con i meccanismi metabolici.
Per difendersi al supermercato, gli esperti suggeriscono un metodo molto pratico basato sulla lettura attenta delle etichette. Un alimento è probabilmente ultra-processato se contiene più di cinque ingredienti o se presenta anche un solo additivo alimentare che non verrebbe mai utilizzato in una cucina domestica. Il messaggio principale della ricerca è che il consumo complessivo di questi alimenti conta molto più del singolo sgarro, ed è l'approccio all'intera dieta a rappresentare il vantaggio più significativo per la salute.
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