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Polemica preservativi a Milano Cortina: ecco cosa sta succedendo nel villaggio olimpico

Le forniture gratuite sono finiti in soli tre giorni, ma l'organizzazione ha già fatto arrivare nuovi stock nel villaggio atleti per fermare il "caso".

Polemica preservativi a Milano Cortina: ecco cosa sta succedendo nel villaggio olimpico

Non solo medaglie e record sulla neve: ai Giochi di Milano Cortina 2026 scoppia il "caso preservativi". Un atleta anonimo ha rivelato alla stampa che le scorte distribuite gratuitamente nel villaggio olimpico sarebbero terminate in appena 72 ore. Gli organizzatori hanno rassicurato sulla spedizione di nuovi stock, ma il tam-tam mediatico è già diventato globale.

Quella della distribuzione dei profilattici è una tradizione nata a Seul nel 1988 per sensibilizzare contro l'AIDS. Da allora i numeri sono esplosi: se in Corea ne bastò uno a testa, a Rio 2016 si toccò il picco di 450.000 unità (circa 40 per ogni atleta). A Milano Cortina, la fornitura per le sedi lombarde è firmata dalla Regione, con tanto di logo olimpico sulla confezione.

Tuttavia, il rapido esaurimento non è necessariamente indice di un'attività frenetica sotto le coperte. Come accaduto nelle ultime edizioni, molti atleti collezionano gli involucri personalizzati come veri e propri souvenir da condividere sui social o da regalare agli amici, trasformando un presidio medico in un oggetto di culto del merchandising olimpico.

Dopo il "giallo" dei distributori vuoti, la situazione nel villaggio atleti di Milano-Cortina è tornata alla normalità. Gli organizzatori hanno provveduto a consegnare una nuova fornitura di preservativi per rispondere all'altissima richiesta dei partecipanti. Nonostante il rapido esaurimento dei primi tre giorni, i nuovi arrivi garantiscono nuovamente la copertura per il resto dei Giochi. Resta la curiosità: saranno usati per il loro scopo originario o finiranno nelle valigie come ambitissimi souvenir con il logo olimpico?

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