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Il caso

Metà delle piscine comunali ko: «Ma per aprile due riaperture»

Nel caso dell’impianto di corso Lombardia maturato un ritardo di un anno

piscina lombardia

Per tre di loro, nonostante sia tutto pronto, il bando continua ad andare deserto. Per altre tre, la fine dei lavori continua ad allontanarsi. Di mese in mese. E' il destino di sei su tredici impianti sportivi della città. A darne comunicazione l'assessore allo Sport Mimmo Carretta nell'ultimo Consiglio comunale di questo pomeriggio, incalzato dalla richiesta di aggiornamento da parte della consigliera e onorevole della Lega Elena Maccanti. Per la piscina Gaidano di via Modigliani 25, i lavori, promette l'assessore, sono in dirittura d'arrivo. Mancherebbe solo il collaudo. Per questo "ipotizzabile l'apertura per il mese di marzo", spiega (anche se l'iniziale cronoprogramma recitava maggio 2025). Mentre per la piscina di corso Lombardia un parziale ko in fase di collaudo avrebbe fatto slittare l'apertura di oltre un anno: dall'iniziale febbraio 2025 a - pure in questo caso - marzo 2026.

Ancora un mese di attesa, quindi, a scanso di ulteriori rinvii, per vedere la riapertura di altre due piscine. Per la E13 di strada Castello di Mirafiori, la E10 di via Balla, la E11 di via Collino, invece, i bandi continuano ad andare deserti. Praticamente la stessa, impietosa, fotografia di due mesi fa: su interpellanza del vicecapogruppo di Torino Bellissima Pierlucio Firrao.

Tutti posticipi "maturati" dalla società Kineo, a cui il Consorzio nazionale delle società cooperative (Cns) aveva subappaltato gli interventi sugli impianti sportivi della Città. Cns, però, si sarebbe trovato a coordinare con non poche difficoltà almeno una quarantina di appalti, senza riuscire a tenere d'occhio Kineo. Questa la principale giustificazione che poi a novembre scorso aveva addotto l'assessore.

"Non vogliamo ritrovarci nella stessa situazione di luglio scorso con gran parte degli impianti non funzionanti", denuncia Maccanti, che ammonisce sulla necessità di una migliore programmazione da parte della Giunta: "Prima o poi i fondi del Pnrr termineranno", avverte. Grazie al contributo europeo da quasi 9 milioni di euro, infatti, era stato possibile mettere mano a otto impianti cittadini.

Le riaperture di oggi, così, sembrano dare una nuova iniezione positiva ai lavori, forse stavolta sembrano davvero agli sgoccioli.

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