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Il caso

Piano anti-vandalo: "Troveremo i "tag" più diffusi

Dal 2020 sono state elevate settanta sanzioni: 25 nello scorso anno; le denuncia di Maccanti: "Più che rimozione a valle serve un piano per le cause"

Torino Cambia, avviati i primi cantieri tra manutenzione stradale e pulizia urbana

Parallelamente, nella stessa giornata, è stata avviata un’operazione straordinaria di pulizia e rimozione dei graffiti dal colonnato e dai portici di piazza Vittorio Veneto

Settanta multe a partire dal 2020. Venticinque nello scorso anno. Un magro, anzi magrissimo, bottino (si tratta di poco più di una sanzione al mese), secondo l'onorevole della Lega Elena Maccanti che ne ha chiesto conto nell'ultimo Consiglio comunale. Soprattutto perché negli ultimi mesi di scritte con bombolette spray e graffiti che hanno deturpato portici ed edifici storici della città ce ne sono stati un bel po'. Non ultimo, ma sicuramente tra i più mediatici, quello dello scorso 25 novembre, ad opera di alcune attiviste del gruppo "Non una di meno", in piazza Vittorio Veneto.

"Nella maggioranza dei reati individuati esecutori materiali e avvisata la Questura in caso di scritte politiche", si difende l'assessore alla Sicurezza Marco Porcedda, chiamato a risponderne in Sala Rossa. "L'educazione nelle scuole è una parte importante, sostiene Porcedda. Ne è un esempio il progetto Murarte, per la promozione dell'arte da strada a Torino.

E ci sarebbe uno studio in corso sui "tag", cioè sulle "firme", gli "autografi" dei graffitari più attivi in città. Per intervenire su chi si macchia di simili violazioni. 

Resta perplessa l'interpellante Maccanti: "Il sindaco, ormai in piena campagna elettorale per 'riguadagnare un po' di distanza coi suoi cittadini' aveva annunciato un'operazione straordinaria di pulizia dei muri. Lo attendiamo, ma scelta di puntare tutto sulla rimozione 'a valle' del problema, coinvolgendo i privati - avverte - rischia di trasformarsi in una gigantesca operazione di maquillage che non affronta minimamente le cause. Va bene ripulire, ma è anche cosa buona e giusta che chi imbratta paghi".

Oggi le sanzioni per chi imbratta beni mobili, immobili o mezzi pubblici possono variare dai 300 ai 1.000 euro. Se hanno funzioni pubbliche la cifra sale dai 1.000 ai 3.000 euro.

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