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Il fatto
18 Febbraio 2026 - 07:55
In meno di un’ora, quasi due secoli di storia, arte e tradizione sono stati cancellati dal fuoco. Del Teatro Sannazaro, elegante simbolo culturale di via Chiaia, oggi restano travi carbonizzate, polvere, metallo contorto e un odore acre che ha invaso l’intero quartiere.
Le fiamme hanno distrutto palchi decorati, stucchi dorati, affreschi, sedute storiche, quinte e palcoscenico, trasformando quella che era considerata una vera “bomboniera” dell’Ottocento in un cumulo di macerie annerite. Un colpo durissimo per Napoli e per il suo patrimonio culturale.
La stima iniziale parla di almeno 70 milioni di euro per riportare in vita la struttura. Nelle prossime ore verrà presentato un piano straordinario di ricostruzione, che dovrebbe attingere a fondi già disponibili, con l’obiettivo di restituire alla città uno dei suoi teatri più amati.
Non si tratta solo di recuperare un edificio, ma di ricostruire un simbolo identitario, un luogo che per generazioni ha rappresentato spettacolo, memoria e comunità.
La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per chiarire l’origine del rogo. L’ipotesi al momento è quella di incendio colposo, con accertamenti in corso su eventuali malfunzionamenti o negligenze.
Secondo le prime ricostruzioni, il fuoco potrebbe non essere partito dall’interno del teatro. Il quadro elettrico non presenterebbe segni evidenti di corto circuito, elemento che orienta gli investigatori verso una possibile origine esterna, forse da edifici adiacenti. Saranno le prossime perizie tecniche a stabilire con precisione la dinamica.
Le conseguenze non hanno colpito solo il teatro. Diverse abitazioni limitrofe hanno subito danni significativi e almeno cinque famiglie non possono rientrare nelle proprie case.
Le operazioni di spegnimento sono state complesse: squadre dei Vigili del Fuoco hanno lavorato a lungo per domare gli ultimi focolai tra palco e sottopalco e per mettere in sicurezza gli appartamenti coinvolti. È stata inoltre disposta un’ordinanza sanitaria, con l’invito a limitare le attività all’aperto a causa dei fumi sprigionati dall’incendio.
Davanti all’ingresso devastato, la direttrice artistica Lara Sansone, erede della grande tradizione teatrale legata alla famiglia Conte, non ha nascosto la commozione. Per lei e per il marito Salvatore Vanorio, il teatro rappresenta molto più di un luogo di lavoro: è una creatura di famiglia, un’eredità artistica e affettiva.
«È come vivere un lutto», ha dichiarato, lanciando un appello alle istituzioni affinché il teatro non venga dimenticato.
L’incendio del Teatro Sannazaro non è soltanto una tragedia architettonica. È una perdita che tocca l’identità culturale di Napoli, la sua storia scenica e la memoria collettiva.
Ora la sfida è trasformare questa devastazione in un’occasione di rinascita, con una ricostruzione che sappia coniugare sicurezza, tutela del patrimonio e rilancio culturale. Perché dalle ceneri possa tornare a vivere un luogo che per 180 anni ha illuminato il palcoscenico della città.
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