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I dati
18 Febbraio 2026 - 16:30
Non solo giovani in partenza. Accanto alla tradizionale migrazione per studio e lavoro, prende sempre più forma un fenomeno meno visibile ma in forte aumento: quello degli anziani over 75 che lasciano il Sud per trasferirsi vicino a figli e nipoti nel Centro-Nord, pur mantenendo spesso la residenza anagrafica nel Mezzogiorno.
A fotografare questa trasformazione è un report della Svimez, realizzato in collaborazione con Save the Children, che parla di una vera e propria mobilità “sommersa”. Tra il 2002 e il 2024 il numero di ultrasettantacinquenni formalmente residenti al Sud ma stabilmente domiciliati al Centro-Nord è quasi raddoppiato: da 96mila a oltre 184mila persone.
Dietro questa scelta emergono due motivazioni principali. Da un lato il ricongiungimento familiare, spesso necessario per garantire supporto reciproco nella gestione dei carichi di cura. Dall’altro, le difficoltà legate all’accesso a servizi sanitari e assistenziali adeguati nel Mezzogiorno, che spingono molti anziani a spostarsi verso territori ritenuti più attrezzati.
Il quadro si inserisce in una dinamica più ampia che coinvolge anche le nuove generazioni. Negli ultimi vent’anni quasi 350mila laureati under 35 hanno lasciato il Sud per trasferirsi nel Centro-Nord. Al netto dei rientri, la perdita effettiva è stimata in circa 270mila giovani qualificati, con una prevalenza femminile.
Secondo le stime della Svimez, questa continua emorragia di capitale umano comporta un costo annuo di circa 6,8 miliardi di euro, configurando un trasferimento strutturale di risorse pubbliche verso le aree economicamente più forti del Paese.
Non si tratta solo di spostamenti interni. Tra il 2002 e il 2024 oltre 63mila giovani laureati meridionali under 35 hanno scelto di trasferirsi all’estero. Considerando i rientri, la perdita netta per il Sud è di circa 45mila professionisti qualificati.
Il processo migratorio spesso comincia già al momento dell’iscrizione universitaria. Nell’anno accademico 2024-2025 quasi 70mila studenti meridionali – su un totale di circa 521mila – risultano iscritti in atenei del Centro-Nord, superando il 13% del totale, con punte del 21% nelle discipline Stem.
Campania e Sicilia guidano i flussi in uscita, mentre la Lombardia si conferma la meta più attrattiva, seguita da Emilia-Romagna e Lazio.
Il risultato è un Mezzogiorno che perde contemporaneamente giovani competenze e anziani residenti effettivi, delineando una trasformazione demografica profonda che incide su sviluppo economico, sostenibilità dei servizi e coesione territoriale.
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