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Il furto

Il furto finisce in beffa: ladri scambiano calcoli renali per pepite d’oro

Sorpresi dal rientro del proprietario, i ladri arraffano due calcoli renali conservati in una scatolina credendoli preziosi

Il furto finisce in beffa: ladri scambiano calcoli renali per pepite d’oro

La fretta e l’oscurità possono giocare brutti scherzi, specialmente a chi vive di espedienti. Lo hanno imparato a proprie spese i ladri che, nei giorni scorsi, hanno svaligiato un'abitazione del pordenonese. Il furto, avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica 15 febbraio, si è risolto in un nulla di fatto per i malviventi, protagonisti di un abbaglio clamoroso.

I ladri sono entrati in azione intorno alle 19, approfittando di una breve passeggiata del proprietario. L'irruzione è stata rapida e disordinata: al suo rientro, l'uomo ha trovato la porta d'ingresso bloccata dall'interno, un espediente usato dai malviventi per garantirsi una fuga sicura dalle finestre in caso di disturbo. Per poter accedere nuovamente nella casa, è stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco e della Polizia.

Una volta varcata la soglia, lo scenario era quello tipico dei furti in appartamento: stanze a soqquadro, cassetti svuotati e vestiti sparpagliati ovunque. Tuttavia, nonostante il caos, i ladri sembrano aver ignorato oggetti di reale valore o utilità.

L'attenzione dei criminali si è concentrata su un piccolo cofanetto che custodiva due oggetti duri e compatti. Credendo di aver trovato delle pepite d'oro o delle pietre preziose, i ladri le hanno intascate fuggendo nella notte. In realtà, si trattava di calcoli renali che il proprietario aveva conservato dopo averli sottoposti ad analisi cliniche.

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