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23 Febbraio 2026 - 14:12
I Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026 si sono conclusi il 22 febbraio con la cerimonia finale all’Arena di Verona. Con lo sguardo rivolto alle Paralimpiadi, previste dal 6 al 15 marzo, è già possibile fare un bilancio dell’impatto economico, sociale e di immagine che l’evento ha avuto sull’Italia e, in particolare, sulle aree coinvolte.
Secondo il presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, Giovanni Malagò, i dati emersi da report indipendenti mostrano cifre significative: circa 5,3 miliardi di ricavi generati sul territorio, un incremento del gettito fiscale di 500-600 milioni, con 36 mila lavoratori e 18 mila volontari attivi durante i Giochi.
Malagò ha inoltre evidenziato il successo del cosiddetto “modello diffuso”, che ha permesso di distribuire eventi e impianti su più località, massimizzando l’impatto positivo e fornendo un esempio replicabile per i Giochi Invernali del 2030 in Francia, con sport indoor in Costa Azzurra e outdoor sulle Alpi francesi.
Oltre agli aspetti economici, il presidente ha sottolineato anche l’effetto mediatico: oltre un milione e 300 mila biglietti venduti, una copertura televisiva seguita da due italiani su tre e un vasto coinvolgimento dei giovani spettatori durante la cerimonia di apertura.
Uno studio realizzato da Assolombarda e Milano&Partners ha evidenziato come le Olimpiadi abbiano avuto un ruolo determinante per il PIL della città, stimato in crescita del +1,7% nel 2026. L’evento ha generato circa 2,5 miliardi di euro di produzione e un valore aggiunto di 1,045 miliardi, grazie anche al contributo di industrie, servizi e turismo.
Il report segnala inoltre segnali positivi: aumento degli studenti internazionali a 20 mila e turismo record con 8,7 milioni di arrivi. Alcune criticità permangono, soprattutto sul fronte dell’innovazione e degli investimenti esteri, scesi a 47 nel 2025 contro i 59 del 2024 (-20,3%).
Come ha dichiarato Alvise Biffi, presidente di Assolombarda: “I grandi eventi accelerano lo sviluppo, ma la sfida è convertire questa spinta in crescita strutturale, rafforzando innovazione, competenze e capitali”.
Il flusso di turisti e partecipanti ha avuto un effetto diretto sull’economia milanese: quasi 90 gare delle specialità su ghiaccio indoor si sono svolte in città, compresa la cerimonia d’apertura allo stadio Meazza.
La spesa diretta stimata ammonta a circa 1 miliardo di euro, mentre l’impatto complessivo, comprensivo dell’indotto, raggiunge 2,5 miliardi di euro, generando circa 0,4 punti percentuali di PIL. I settori più coinvolti sono stati ospitalità (139 milioni, 13,3%), costruzioni (57 milioni, 5,5%) e trasporti (51 milioni, 4,8%).
Il comitato organizzatore contava 1.700 persone, supportate da 3.000 addetti temporanei. Come ha spiegato Andrea Varnier, AD della Fondazione Milano-Cortina, il 70% del personale aveva meno di 40 anni e proveniva da 62 nazionalità diverse.
I volontari sono stati 18 mila, selezionati tra 130 mila candidature, con il 51% donne e il 48% under 35. La distribuzione copriva un’area di 22 mila km² e 14 venue competitive in quattro cluster, dimostrando un’organizzazione internazionale e inclusiva.
Secondo Malagò, i Giochi hanno rappresentato un formidabile spot per l’Italia. I numeri parlano chiaro: 1,3 milioni di biglietti venduti, 500 mila visitatori nei fan village e oltre 300 mila spettatori per il braciere olimpico a Milano.
A Milano, le strutture olimpiche saranno riqualificate o riconvertite. Il Villaggio olimpico all’ex scalo ferroviario di Porta Romana diventerà il più grande studentato d’Italia, con 1.700 posti letto a prezzi accessibili.
Alla Fiera di Milano – Rho, le piste di hockey e pattinaggio verranno smontate o riconvertite in arene per concerti, eventi sportivi e congressi. Anche l’Arena di Santa Giulia avrà una nuova vita con una capienza di 14 mila posti, ospitando spettacoli e manifestazioni sportive.
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