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la Sanità

Asl Cuneo 1, indagini chiuse su presunti pagamenti in buoni benzina

La Procura di Cuneo contesta i fatti legati a prestazioni svolte in clinica convenzionata; sequestro disposto a luglio 2025

Asl Cuneo 1, indagini chiuse su presunti pagamenti in buoni benzina

Immagine di repertorio

La Procura di Cuneo ha chiuso le indagini nei confronti di un medico anestesista in servizio all’ospedale di Savigliano e di due odontoiatri legati a una clinica privata convenzionata, ipotizzando una truffa ai danni dell’Asl Cuneo 1 nell’ambito dell’attività intramoenia “allargata”. Secondo l’accusa, l’anestesista avrebbe svolto prestazioni libero-professionali fuori dall’orario di servizio, ma avrebbe chiesto che parte dei compensi fosse corrisposta tramite buoni benzina oppure avrebbe fatto risultare all’Azienda sanitaria importi inferiori rispetto a quelli effettivamente incassati.

I pm hanno ricostruito il funzionamento delle prestazioni intramoenia svolte presso strutture private convenzionate: di norma la clinica trasmette periodicamente all’Asl di provenienza del medico un rendiconto con numero di sedute e prestazioni eseguite; l’Asl incassa quanto dovuto, trattiene una quota e versa il restante al professionista. Nel caso contestato, l’indagato avrebbe partecipato a numerosi interventi chirurgici, ad esempio legati a impianti dentali, e avrebbe richiesto alla struttura di comunicare all’Asl meno sedute, un tariffario differente o di corrispondere una parte in buoni benzina, con l’obiettivo – secondo l’ipotesi investigativa – di ridurre la quota destinata al Servizio sanitario, indicata nel 23%.

A luglio 2025 il gip di Cuneo ha disposto un sequestro di 61 mila euro sui conti correnti degli indagati; il Riesame ha confermato il provvedimento, parlando di un sistema di rendicontazione parziale e parallela protratto per anni. La quantificazione contestata è di circa 10 mila euro che l’Asl avrebbe incassato in meno. Sul piano processuale, l’anestesista (difeso dall’avvocato Alessandro Ferrero) ha chiesto la messa alla prova, mentre per i due odontoiatri (assistiti da Fabrizio Di Terlizzi) è attesa la fissazione dell’udienza preliminare. I titolari della clinica sostengono di non avere ottenuto vantaggi patrimoniali, affermando di avere corrisposto le prestazioni a prezzo pieno, comprese le somme spettanti all’Asl.

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