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Scuola
26 Febbraio 2026 - 17:15
Da questa settimana, la proposta di legge che mira a reintrodurre la denominazione ginnasio per il primo biennio del liceo classico inizierà il suo iter in commissione Istruzione alla Camera. L’iniziativa è stata promossa da tre deputati di FaI (Amorese, Di Maggio e Lancellotta) che sottolineano come il ritorno al termine tradizionale possa rafforzare il senso di appartenenza, valorizzare l’identità educativa del percorso e restituire all’ordinamento scolastico italiano un elemento di continuità storica e culturale.
I promotori ricordano come la riforma Gelmini del 2010 abbia ridefinito i licei, introducendo la divisione in primo biennio, secondo biennio e quinto anno, pur lasciando alle scuole la libertà di mantenere o meno la denominazione tradizionale del ginnasio. Nonostante ciò, il dibattito è rimasto aperto per anni, creando incertezza tra istituti e famiglie.
La proposta ha già acceso la discussione tra i sindacati, con la CGIL contraria e la UIL favorevole. Anche l’ex ministra Maria Stella Gelmini ha commentato, sottolineando che la questione principale non sia il nome ma la necessità di promuovere la cultura classica in un contesto sempre più orientato a STEM e lingue moderne. Gelmini ha suggerito, ad esempio, di introdurre lo studio di una seconda lingua straniera per rendere il percorso più attrattivo.
I dati preliminari sugli iscritti per il prossimo anno scolastico confermano una tendenza in diminuzione: nel 2025 la percentuale di studenti al liceo classico era poco sopra il 5%.
Anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha sottolineato che la priorità non sono le questioni nominalistiche, ma il rilancio del liceo classico. Per questo ha costituito un gruppo di lavoro volto a rendere più attrattivo un percorso con una lunga tradizione educativa, centrale nella formazione del pensiero critico e nella conoscenza della cultura classica.
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