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LA CERIMONIA
02 Marzo 2026 - 14:26
«Chi salva una vita salva il mondo intero». La frase del Talmud risuona nella sala mentre a Torino viene pronunciato un nome rimasto troppo a lungo nell’ombra: Cristina Girardi. Da oggi è “Giusta tra le Nazioni”. La cerimonia si è svolta questa mattina, al termine di un iter durato sei anni. Nata nel 1877 e conosciuta come “Nota” a Richiardi, frazione di Groscavallo, nel Torinese, il suo nome sarà inciso allo Yad Vashem di Gerusalemme, il memoriale della Shoah che custodisce la memoria di chi, durante le persecuzioni nazifasciste, scelse di rischiare la propria vita per salvarne un’altra. Il destino di Girardi si intreccia con quello di Simone Teich Alasia, medico partigiano ed ebreo, chirurgo di fama e fondatore del Cto Torino. Nel gennaio del 1945 lo nascose nella propria abitazione, proteggendolo dai nazifascisti che lo cercavano per arrestarlo e deportarlo. Lo fece dietro un armadio, collocato davanti a una nicchia: un rifugio improvvisato che evitò la cattura e cambiò il corso di più vite.
A ricordarne il gesto è stato Dario Disegni, presidente della Comunità ebraica di Torino: «Come viene insegnato nel Talmud, chi salva una vita salva il mondo intero». Un riconoscimento che arriva in giorni particolari, quelli in cui si celebra il Purim, la “Festa delle Sorti”, che ricorda la salvezza degli ebrei di Persia durante il regno di Serse. Il valore di quel gesto va oltre la storia personale. «Se oggi abbiamo un Centro grandi ustionati, che è un’eccellenza nazionale, è grazie all’azione di questa donna», ha sottolineato Massimo Navissano, direttore del Centro grandi ustionati del Cto. «Quello che è successo dopo ha avuto una rilevanza e un’eco che continuano nei decenni e, speriamo, nei secoli».
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