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Iran, Mojtaba Khamenei è la nuova Guida Suprema

Dopo la morte di Ali Khamenei, l’Assemblea degli Esperti sceglie il successore: decisivo il peso dei Pasdaran

Iran, Mojtaba Khamenei è la nuova Guida Suprema

Dopo la scomparsa dell’Ayatollah Ali Khamenei, l’Iran apre un capitolo inedito della propria storia politica. Secondo quanto riportato da Iran International, l’Assemblea degli Esperti avrebbe indicato come nuova Guida Suprema il figlio secondogenito, Mojtaba Khamenei, al termine di una riunione svolta online in un clima di massima emergenza.

La scelta sarebbe maturata sotto la forte influenza dei Pasdaran, protagonisti degli equilibri interni al potere iraniano. Mojtaba, 56 anni, religioso e uomo di apparato, è da tempo considerato una figura centrale nei rapporti con le forze di sicurezza e con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.

Formazione religiosa e primi incarichi

Nato a Mashhad nel settembre 1969, Mojtaba ha partecipato alla guerra Iran-Iraq tra il 1987 e il 1988. Successivamente ha proseguito gli studi teologici a Qom, intraprendendo il percorso per diventare chierico sciita.

Già da anni circolavano indiscrezioni su una sua possibile successione. Tuttavia, l’ipotesi di un passaggio padre-figlio aveva suscitato perplessità in un sistema politico nato dalla rivoluzione che aveva abbattuto la monarchia dello Scià.

Sopravvissuto al raid contro il padre

In un primo momento Mojtaba era stato dato per morto nell’attacco che ha colpito il padre. Successivamente, l’agenzia Mehr News Agency ha smentito la notizia, confermando che il religioso sarebbe rimasto illeso.

La sua ricomparsa sulla scena politica ha accelerato i tempi della successione, con la votazione dell’Assemblea degli Esperti convocata d’urgenza dopo l’attacco alla sede di Qom.

Una figura controversa

Nel corso degli anni Mojtaba è stato considerato un attore influente dietro le quinte. Avrebbe sostenuto con decisione l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad nelle elezioni del 2005 e del 2009, consultazioni segnate da forti contestazioni interne e accuse di brogli.

Pur non possedendo il carisma del padre, è ritenuto un abile gestore dei meccanismi di potere e dei canali finanziari legati all’establishment religioso e militare. I suoi legami con i Pasdaran e con la milizia Basij sono considerati uno dei pilastri della sua influenza.

Patrimoni e interessi all’estero

Un’inchiesta di Bloomberg ha acceso i riflettori su un presunto impero immobiliare internazionale collegato a Mojtaba Khamenei. Il valore stimato supererebbe i 100 milioni di sterline nel solo Regno Unito.

Tra le proprietà più note figurerebbe una residenza su The Bishops Avenue a Londra, soprannominata “Billionaire’s Row”, acquistata nel 2014 per oltre 33 milioni di sterline. Altri asset comprenderebbero hotel di lusso in Germania e Spagna, ville a Dubai e precedenti proprietà in Canada e Francia.

Secondo le ricostruzioni, gli investimenti sarebbero stati effettuati tramite società offshore registrate in paradisi fiscali e attraverso conti bancari in diverse giurisdizioni europee e mediorientali. Nessun immobile risulta formalmente intestato a Mojtaba.

Il ruolo di Ali Ansari e le sanzioni

Figura chiave nelle operazioni finanziarie sarebbe il banchiere iraniano Ali Ansari, indicato come intermediario centrale e colpito da sanzioni britanniche nell’ottobre 2025 per presunti legami con i Guardiani della Rivoluzione.

Già nel 2019 il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva inserito Mojtaba Khamenei nella lista dei soggetti sanzionati. Tuttavia, secondo diverse analisi, tali misure non avrebbero bloccato l’espansione dei suoi interessi immobiliari, anche a causa delle lacune nei sistemi di trasparenza internazionale.

Un passaggio delicato per l’Iran

L’ascesa di Mojtaba segna un momento cruciale per la Repubblica Islamica. La sua nomina potrebbe consolidare il ruolo delle strutture militari e di sicurezza nel governo del Paese, aprendo interrogativi sul futuro degli equilibri interni e sulle relazioni con l’Occidente.

La transizione al vertice avviene in un contesto di forte instabilità regionale, con l’Iran chiamato a ridefinire la propria strategia politica e diplomatica dopo la perdita della sua guida storica.

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