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Il caso
10 Marzo 2026 - 21:10
Le autorità statunitensi hanno riaperto un nuovo capitolo nelle indagini sul caso Jeffrey Epstein, tornando a esaminare uno dei luoghi più misteriosi collegati al finanziere: il Zorro Ranch, una vasta proprietà situata nel Nuovo Messico. Negli ultimi giorni gli investigatori hanno avviato una perquisizione approfondita dell’area, spinti dalla comparsa di nuovi documenti che potrebbero far luce su possibili crimini nascosti per anni.
L’operazione è partita dopo la diffusione di milioni di file investigativi che riguardano la rete di proprietà e contatti dell’ex miliardario, morto in carcere nel 2019 mentre era detenuto per accuse legate al traffico sessuale di minori.
Tra le informazioni emerse nei documenti ci sarebbero anche alcune email sospette, inviate in passato a un conduttore radiofonico locale, nelle quali si parla della possibile presenza di due ragazze assassinate e sepolte nel ranch. Secondo queste segnalazioni, ancora tutte da verificare, le vittime sarebbero state strangolate.
Proprio queste rivelazioni hanno convinto le autorità a effettuare nuovi rilievi sul terreno, con il coinvolgimento delle forze dell’ordine locali e dell’ufficio dello sceriffo della contea di Sandoval.
Il Zorro Ranch si trova in una zona isolata del deserto, a circa 50 chilometri da Santa Fe, ed è considerato da tempo uno dei luoghi più enigmatici legati alla rete di Epstein. Gli investigatori ritengono che la proprietà potrebbe essere stata usata per attività illegali lontano da occhi indiscreti.
Le autorità del Dipartimento di Giustizia del Nuovo Messico hanno invitato i cittadini a non avvicinarsi all’area e a evitare l’uso di droni, per non ostacolare il lavoro delle squadre impegnate nelle ricerche.
La riapertura delle verifiche è stata accompagnata anche dalla creazione di una commissione bipartisan incaricata di analizzare nuovamente l’intero caso. Il procuratore generale dello Stato, Raul Torrez, ha dichiarato che l’obiettivo è chiarire definitivamente cosa sia accaduto nella proprietà durante gli anni in cui era controllata dal finanziere.
Oggi il ranch appartiene alla famiglia dell’ex senatore texano Don Huffines, che ha dichiarato di offrire piena collaborazione alle autorità per permettere agli investigatori di lavorare senza ostacoli.
In realtà le verifiche sulla proprietà erano iniziate già nel 2019, poco dopo l’arresto di Epstein. Tuttavia l’inchiesta venne fermata quando i procuratori federali di New York decisero di assumere il controllo delle indagini.
L’ex procuratore generale del Nuovo Messico Hector Balderas criticò allora la gestione federale del caso, sostenendo che il ranch avrebbe potuto essere utilizzato per organizzare e nascondere traffici illegali di minori.
Per anni l’attenzione delle indagini si è concentrata soprattutto su altre proprietà di Epstein, come le residenze di New York, Miami e l’isola privata nei Caraibi. Lo Zorro Ranch, invece, è rimasto relativamente poco analizzato.
Secondo alcuni osservatori, proprio l’isolamento della villa nel deserto potrebbe aver permesso che eventuali attività criminali restassero nascoste per decenni. Le nuove perquisizioni potrebbero quindi rivelare informazioni cruciali su una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi anni.
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