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Il caso
16 Marzo 2026 - 18:00
Il 2026 potrebbe segnare una svolta per il settore del cioccolato: diverse aziende stanno investendo nella produzione di cacao coltivato in laboratorio, una tecnologia che potrebbe cambiare radicalmente il mercato. La ricerca si sta accelerando soprattutto a causa della crisi globale del cacao, legata al cambiamento climatico e alle difficoltà produttive nei principali Paesi coltivatori.
Nel frattempo, però, molte multinazionali dolciarie stanno adottando soluzioni più immediate: modificare le ricette storiche e utilizzare ingredienti sostitutivi più economici.
Uno degli esempi più discussi riguarda il marchio Reese’s, famoso per le iconiche coppe di cioccolato con burro d’arachidi. A sollevare il caso è stato Brad Reese, nipote del fondatore dell’azienda.
Dopo aver provato uno dei prodotti più recenti, la sua reazione è stata durissima:
“Ho dato due morsi e ho dovuto sputarlo. Non mi era mai successo in 70 anni.”
Secondo Reese, il dolce non aveva praticamente gusto e risultava addirittura immangiabile.
Analizzando gli ingredienti, Reese ha scoperto che il prodotto non conteneva più vero cioccolato al latte, ma una copertura aromatizzata composta principalmente da:
zucchero
oli vegetali
meno del 2% di cacao
In una lettera aperta inviata ai dirigenti dell’azienda, Reese ha criticato duramente la scelta di modificare la ricetta storica mantenendo però lo stesso posizionamento di marca.
Secondo lui, l’azienda continua a presentare Reese’s come simbolo di qualità e fiducia, mentre in realtà sta sostituendo gli ingredienti che hanno costruito la reputazione del prodotto.
Il problema però non riguarda solo una singola azienda. Il settore del cioccolato sta affrontando una crisi senza precedenti.
Il prezzo del cacao è aumentato in modo vertiginoso:
2.000–3.000 dollari per tonnellata negli anni passati
fino a 12.000 dollari per tonnellata nel 2024
La causa principale è la riduzione dei raccolti in Ghana e Costa d’Avorio, due dei maggiori produttori mondiali, colpiti da condizioni climatiche sempre più estreme.
Anche dirigenti del settore hanno ammesso la gravità della situazione: molti produttori stanno riformulando i prodotti per riuscire a mantenere i prezzi accessibili.
Secondo diversi economisti del settore alimentare, le aziende stanno già sperimentando varie strategie per ridurre la quantità di cacao nei prodotti.
Tra le soluzioni più diffuse ci sono:
aumento delle componenti di latte
utilizzo di mandorle o frutta secca
coperture aromatizzate al posto del vero cioccolato
In pratica, le aziende stanno testando la reazione dei consumatori: se le vendite reggono, queste modifiche potrebbero diventare permanenti.
Per molti osservatori, il futuro del cioccolato industriale potrebbe essere segnato da una scelta chiara: ridurre la qualità per mantenere i margini di profitto.
Finché i consumatori continueranno a comprare, le aziende potrebbero essere incentivate a sostituire sempre più cacao con ingredienti alternativi.
Brad Reese, però, resta molto scettico. Dopo l’esperienza negativa, ha dichiarato che non comprerà più i prodotti del marchio di famiglia.
Secondo lui, il vero problema è uno solo: la fiducia dei consumatori.
Se le ricette cambiano senza trasparenza, conclude, il rischio è che il pubblico inizi a controllare con sospetto ogni prodotto, temendo di essere ingannato.
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