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Delitto di Garlasco

Delitto Poggi, emergono verità inquietanti: la lotta disperata di Chiara

La perizia della dottoressa Cattaneo suggerisce che Chiara si sarebbe difesa strenuamente, tra lividi, abrasioni e possibili tracce dell’assassino

Delitto Poggi, emergono verità inquietanti: la lotta disperata di Chiara

Nuovi dettagli emergono sull’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di via Pascoli a Garlasco. Secondo alcune indiscrezioni riportate dal Tg1 sabato sera, la ragazza avrebbe tentato di difendersi e lottato a lungo con il suo aggressore. Le analisi della super perizia della dottoressa Cristina Cattaneo, depositata settimane fa ma ancora top secret, confermerebbero la presenza di segni di colluttazione sul corpo della vittima e la possibile traccia dell’assassino sotto le unghie di Chiara.

Lo studio tecnico evidenzierebbe, inoltre, che l’aggressione potrebbe essere stata portata avanti con un martello, arma mai ritrovata né identificata, e che la ragazza avrebbe ingaggiato una violenta resistenza. Il corpo presentava ecchimosi, lividi e abrasioni su braccia e gambe, oltre alle ferite causate dall’arma del delitto. Secondo la perizia, l’aggressione si sarebbe sviluppata in più fasi, tra il piano terra e le scale della villetta, con l’assassino che, secondo gli investigatori, si sarebbe fermato a osservare il corpo di Chiara sull’ultimo gradino che conduce alla cantina, contrariamente all’ipotesi di un’aggressione fulminea.

Le indagini degli inquirenti di Pavia sono ora concentrate sull’informativa dei carabinieri e sulla consulenza tecnica depositata a febbraio in Procura. Al momento, l’unico condannato in via definitiva resta Alberto Stasi, fidanzato della vittima all’epoca dei fatti, mentre recentemente è stato iscritto nel registro degli indagati per concorso in omicidio Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara e oggi 37enne.

Per i legali della famiglia Poggi, le informazioni diffuse dal Tg1 non rappresentano novità: l’avvocato Gianluigi Tizzoni ha sottolineato che quanto riportato dai media riguarda scoop su indagini che dovrebbero rimanere riservate, distinguendo tra chi conosce gli atti pubblici del processo Stasi e chi si limita a riportare indiscrezioni senza valore giudiziario.

La vicenda, a 18 anni dall’omicidio, continua a catturare l’attenzione dell’opinione pubblica e, se confermati, questi nuovi elementi potrebbe portare a una riscrittura della dinamica del delitto.

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