Cerca

Info utili

TFS e TFR, cambiano i tempi di pagamento: cosa sapere sulle nuove regole INPS

Riduzione dell’attesa per alcuni pensionati dal 2027, ma restano tempi più lunghi per dimissioni volontarie e pensioni anticipate

TFS e TFR, cambiano i tempi di pagamento: cosa sapere sulle nuove regole INPS

Sono state introdotte nuove regole per il TFS e il TFR, grazie a una recente circolare dell’INPS che aggiorna in modo organico la disciplina relativa ai tempi di liquidazione e alle modalità di pagamento per i dipendenti della Pubblica Amministrazione. Le modifiche riguardano soprattutto le tempistiche, anche se non tutti i lavoratori potranno beneficiarne.

La principale novità consiste nella riduzione del periodo di attesa per ricevere le somme spettanti. A partire dal 1° gennaio 2027, il termine dilatorio scende da 12 a 9 mesi, ma questa misura si applica soltanto a chi accede alla pensione per raggiunti limiti di età, per anzianità di servizio oppure in caso di pensionamento d’ufficio. Non si tratta quindi di un cambiamento generalizzato.

Per chi lascia il lavoro attraverso dimissioni volontarie, le tempistiche restano più lunghe. In questi casi, infatti, il pagamento del TFS o del TFR continua ad avvenire dopo 24 mesi, mentre nei rapporti a tempo determinato si deve attendere 12 mesi dalla conclusione dell’incarico. L’INPS sottolinea come i tempi possano variare in base alla causa di cessazione del rapporto di lavoro e alla maturazione del diritto alla pensione.

Anche le modalità di erogazione dipendono dall’importo complessivo. Quando la cifra è fino a 50.000 euro, il pagamento avviene in un’unica soluzione. Se invece l’importo supera questa soglia ma resta sotto i 100.000 euro, viene suddiviso in due rate annuali, mentre per somme superiori si procede con tre tranche distribuite nel tempo. In ogni caso, le rate successive alla prima vengono corrisposte dopo 12 mesi.

Esistono poi situazioni particolari che incidono sul momento in cui decorre il pagamento. È il caso di chi accede alla pensione tramite APE sociale o con il cumulo dei contributi: in queste circostanze, il conteggio non parte dalla cessazione del servizio ma dal raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia.

Un discorso analogo riguarda chi ha usufruito di strumenti come Quota 100, Quota 102 o la pensione anticipata flessibile. In questi casi, il diritto al pagamento del TFS o del TFR matura solo quando vengono raggiunti i requisiti ordinari previsti dalla normativa. Ciò significa che l’attesa può arrivare fino a 12 o 24 mesi, con l’erogazione che avviene entro i tre mesi successivi. A incidere sui tempi finali c’è anche l’adeguamento alla speranza di vita, previsto per il biennio 2027-2028.

Nel complesso, le nuove disposizioni introducono un miglioramento per alcuni lavoratori, ma mantengono condizioni più rigide per altri, confermando un sistema ancora differenziato in base alle modalità di uscita dal lavoro.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.