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IL FATTO

Quadro rubato nel 1972 ritrovato in Piemonte: l'Intelligenza Artificiale smaschera il furto

Il “Riposo della pastorella” di Filippo Palizzi era stato trafugato dalla galleria Rizzarda nel 1972. Il sistema Swoads, scandagliando il web, ha rintracciato l'opera d’arte

Quadro rubato nel 1972 ritrovato in Piemonte: l'Intelligenza Artificiale smaschera il furto

Un mistero durato cinquantatré anni si è risolto grazie all’incrocio tra l’intuito investigativo dell’Arma e le più avanzate tecnologie digitali. Il dipinto ottocentesco “Riposo della pastorella”, opera del maestro Filippo Palizzi, è stato finalmente recuperato e restituito alla Galleria d’arte moderna “Carlo Rizzarda” di Feltre, da dove era stato trafugato nel lontano giugno del 1972.

L'operazione è stata portata a termine dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Torino, coordinati dalla Procura della Repubblica di Vercelli. A rendere possibile il miracoloso ritrovamento è stato Swoads (Stolen Works of Art Detection System), un sofisticato sistema di Intelligenza Artificiale che scandaglia costantemente il web e i social network alla ricerca di beni illecitamente sottratti. L’algoritmo ha individuato il quadro in vendita presso una casa d’aste piemontese, segnalando la sospetta somiglianza con l’opera censita nella "Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti", il più grande archivio al mondo dedicato all’arte rubata.

Una volta localizzata l'opera, i militari torinesi sono intervenuti per il sequestro. Il dipinto era stato messo all'asta da un cittadino piemontese, risultato poi essere del tutto in buona fede: l'uomo era all'oscuro della provenienza illecita del quadro, passato di mano in mano nell'arco di mezzo secolo. La conferma definitiva è arrivata dalla perizia dei tecnici della galleria feltrina, che hanno riconosciuto ufficialmente il Palizzi come il pezzo mancante dalla loro collezione dal colpo del 1972, un furto così grave che all'epoca costrinse il museo alla chiusura per anni.

La cerimonia di restituzione ha segnato la fine di un lungo esilio per la "Pastorella". «Un passaggio atteso da decenni», hanno commentato le autorità durante la consegna del dipinto, che torna ora a splendere nelle sale per cui era stato pensato, a testimonianza di come l'innovazione tecnologica sia diventata l'alleata numero uno nella difesa del patrimonio artistico nazionale.

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