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Il fatto
10 Aprile 2026 - 21:20
In Italia il peso delle bollette energetiche continua a crescere in modo significativo, con livelli di prezzo ancora molto lontani da quelli precedenti alla crisi del 2022 seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Secondo un’analisi dell’Enea, nel 2025 il costo dell’elettricità risulta circa raddoppiato (+100%), mentre quello del gas naturale segna un incremento di circa +70% rispetto a tre anni fa.
Dal punto di vista dei consumi, la situazione appare relativamente stabile sia in Italia sia nel resto dell’Unione Europea. Tuttavia, il nodo principale resta l’andamento dei prezzi, che non accenna a diminuire in modo strutturale.
L’aumento del consumo di gas registrato in alcuni periodi è stato legato soprattutto a inverni più rigidi e a una maggiore richiesta da parte delle centrali elettriche. Nonostante ciò, i livelli complessivi restano in linea con le medie storiche precedenti al 2022 e coerenti con il quadro normativo europeo.
A preoccupare maggiormente è la persistenza di tariffe elevate nel lungo periodo. Le tensioni geopolitiche stanno infatti continuando a influenzare il mercato energetico internazionale, rendendo fragile l’equilibrio dei prezzi.
Tra i fattori di rischio viene citata anche la situazione nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio globale di petrolio e gas liquefatto. Eventuali blocchi o rallentamenti in quell’area potrebbero avere effetti immediati sui costi energetici in Europa, Italia compresa.
Secondo gli esperti coinvolti nell’analisi, la crisi energetica è stata riaccesa da nuove tensioni internazionali, con possibili ricadute sulle importazioni e sui prezzi finali pagati dai consumatori.
Le stime indicano che anche variazioni relativamente contenute dei flussi energetici possono generare costi aggiuntivi significativi. Nel solo mese di marzo, il prezzo del gas importato potrebbe aver superato i 2 miliardi di euro, con un aggravio di circa mezzo miliardo rispetto alla media precedente.
Anche il petrolio risente della stessa dinamica, con extracosti stimati in centinaia di milioni di euro sulle importazioni complessive.
Nel quadro energetico italiano emerge un’altra criticità: la difficoltà nel processo di transizione verso le fonti rinnovabili.
L’indice ENEA relativo alla decarbonizzazione evidenzia un peggioramento, con un calo significativo rispetto al 2024. Per rispettare gli obiettivi fissati dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima), l’Italia dovrebbe ridurre le emissioni in modo costante nei prossimi anni, ma il ritmo attuale risulta insufficiente.
Particolarmente in ritardo è il settore dei trasporti, dove la quota di energie rinnovabili si ferma circa al 10%, contro il 15% previsto. Anche nel consumo complessivo l’incidenza delle rinnovabili resta poco sopra il 20%, lontana dal target del 25%.
Nonostante la crescita del fotovoltaico, il contributo delle rinnovabili non è ancora sufficiente a compensare la dipendenza dalle fonti fossili. Questo rende il sistema energetico italiano esposto alle oscillazioni dei mercati internazionali e alle crisi geopolitiche.
In sintesi, il quadro attuale mostra un’Italia con bollette ancora molto elevate, una forte dipendenza energetica dall’estero e una transizione ecologica che procede più lentamente rispetto agli obiettivi programmati.
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