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EFFETTO GUERRA
11 Aprile 2026 - 21:15
Il conflitto nel Golfo Persico, con i suoi effetti a catena su rotte marittime e forniture energetiche, sta innescando una nuova crisi economica in Italia. Le tensioni geopolitiche, già esacerbate da blocchi navali e sanzioni, hanno provocato un “shock energetico” che erode i margini delle imprese e delle famiglie, con costi extra superiori ai 7 miliardi di euro solamente tra marzo e maggio.È l’allarme lanciato da Cna Piemonte, che chiede misure urgenti come una moratoria sui crediti per evitare fallimenti in serie.
Le stime dell’associazione quantificano un costo extra medio di 100 milioni di euro al giorno. A pesare di più sono gasolio e gas, sia per usi domestici che produttivi: l’impennata del gasolio tra fine febbraio e metà aprile ha generato 1,7 miliardi di euro in più, seguiti da 3 miliardi sul gas, 2,2 miliardi sull’energia elettrica, 200 milioni sulla benzina e 30 milioni su Gpl e metano per autotrazione.Complessivamente, l’aumento ha prodotto un extragettito Iva oltre il miliardo, ma senza interventi rapidi rischia di travolgere micro, piccole e medie imprese, già alle prese con inflazione e difficoltà.
«Siamo di fronte a un nuovo shock che colpisce in modo diretto il sistema imprese – dichiara Delio Zanzottera, segretario Cna Piemonte – in una fase già segnata da forte incertezza. Il rischio concreto è quello di comprimere ulteriormente margini già ridotti, con effetti immediati sulla capacità delle imprese di sostenere i costi e mantenere livelli occupazionali. È necessario intervenire rapidamente, utilizzando tutte le leve disponibili, a partire da misure che riducano in modo strutturale il costo dell’energia».
La proposta è di sospendere temporaneamente il pagamento di mutui e finanziamenti. «In questa fase – spiega il presidente Giovanni Genovesio – serve un intervento straordinario. L’unica risposta davvero efficace per dare respiro alle imprese è l’introduzione di una moratoria creditizia, sul modello di quella attivata durante il periodo Covid. Consentire alle imprese di sospendere il pagamento di mutui e finanziamenti permetterebbe di liberare liquidità immediata e affrontare questo nuovo shock senza compromettere la tenuta del sistema produttivo».

Intanto arriva anche la “minaccia” di sciopero nazionale dei tir, una protesta che paralizzerebbe il settore della logistica e trasporto merci. I camionisti, che hanno annunciato nei giorni scorsi il fermo tra il 20 e il 25 aprile, scenderanno in piazza per l’aumento del gasolio (ormai fisso ai 2 euro al litro e che continua a salire). Le associazioni di categoria parlano di una situazione ormai insostenibile e di assoluta emergenza.
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