l'editoriale
Cerca
economia
11 Aprile 2026 - 11:47
Bollette, la guerra costa ai piemontesi 432 milioni di euro. Oltre 400mila persone in povertà energetica
La guerra in Iran costerà ai piemontesi 432 milioni di euro solamente per i rincari delle bollette di gas ed energia elettrica. È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi CGIA, che fotografa una situazione in peggioramento a causa dei rincari di luce e gas registrati negli ultimi mesi, aggravati dalle tensioni internazionali e dal conflitto in Iran e che spinge alla povertà energetica (l'impossibilità di accedere a servizi energetici essenziali a un costo sostenibile rispetto al proprio reddito) più di 5,3 milioni di italiani, pari a 2,4 milioni di famiglie.
Secondo il rapporto, in Piemonte si trovano in povertà energetica 205.062 famiglie, pari a 428.044 individui. L’incidenza è del 10,1%, superiore alla media del Nord Ovest (8,1%) e a quella nazionale (9,1%). In altre parole, una famiglia piemontese su dieci fatica a sostenere le spese essenziali per riscaldamento, elettricità e utilizzo degli elettrodomestici. «La povertà energetica riguarda circa 5,3 milioni di italiani, pari a 2,4 milioni di famiglie» spiegano dalla Cgia di Mestre. Il fenomeno è particolarmente diffuso nel Mezzogiorno, dove Puglia, Calabria e Molise superano il 17% delle famiglie coinvolte. Ma anche regioni tradizionalmente più solide dal punto di vista economico, come il Piemonte, mostrano segnali di vulnerabilità legati soprattutto alla qualità del patrimonio edilizio, ai redditi stagnanti e all’aumento dei prezzi energetici.
Il 2025 ha già registrato un incremento dei prezzi del gas (+6,3%) e dell’energia elettrica (+6,7%) rispetto all’anno precedente. Le tensioni in Medio Oriente hanno spinto ulteriormente verso l’alto i valori di mercato: a marzo il gas ha toccato i 53 euro/MWh, mentre l’elettricità ha raggiunto i 143 euro/MWh. «I livelli record raggiunti nelle settimane scorse sono legati alla crisi in Medio Oriente e potrebbero crescere ulteriormente», sottolinea il rapporto.
Per le famiglie piemontesi, l’impatto economico è significativo. La spesa complessiva per luce e gas passerà dai 3,253 miliardi del 2025 ai 3,685 miliardi del 2026, con un aumento di 432 milioni in un solo anno e di 522 milioni rispetto al 2024. Un aggravio che rischia di ampliare ulteriormente la platea dei nuclei in difficoltà. La CGIA evidenzia inoltre la condizione critica di artigiani e piccoli commercianti, che rappresentano una quota importante del tessuto economico piemontese. Circa il 70% lavora da solo e si trova a pagare il caro bollette due volte: come utenti domestici e come titolari di attività che richiedono illuminazione, riscaldamento o raffrescamento costanti. «Il risultato è una pressione economica crescente che mette in difficoltà molte microimprese», si legge nel comunicato.
Con i prezzi destinati a rimanere elevati, il rischio è che il 2026 segni un ulteriore peggioramento. E mentre il dibattito nazionale si concentra sulle misure di sostegno, i numeri regionali mostrano con chiarezza che anche il Piemonte non è immune da una crisi energetica che sta diventando, sempre più, una crisi sociale.
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Walter Altea
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..