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Assegno Unico, cambiano i requisiti per gli Italiani all’estero: le nuove regole 2026

Novità in arrivo per i lavoratori UE: Importi fino a 203 euro per figlio con ISEE sotto i 17.468 euro

Assegno Unico, cambiano i requisiti per gli Italiani all’estero: le nuove regole 2026

Cambia il volto dell’Assegno Unico e Universale. Grazie a un emendamento al decreto PNRR, viene cancellato il requisito che obbligava i beneficiari a risiedere in Italia da almeno due anni. Una riforma necessaria per allineare la normativa italiana alle

Il diritto al sussidio non sarà più legato all’anagrafe, ma al lavoro. Per ottenerlo basterà essere occupati regolarmente in Italia e versare i relativi contributi. La novità principale riguarda i lavoratori stranieri comunitari e i frontalieri: potranno percepire l'assegno anche per i figli che vivono in un altro Paese dell'Unione Europea, purché siano fiscalmente a carico. In questi casi, la domanda andrà rinnovata annualmente e l'importo sarà proporzionato ai mesi di lavoro effettivo.

Gli importi restano agganciati all'ISEE. La quota massima di 203,80 euro mensili per figlio spetta ai nuclei con ISEE inferiore a 17.468,51 euro. Per chi supera i 46.582,71 euro o non presenta la certificazione, l'assegno scende alla quota minima di 58,30 euro. Restano invariate le regole per i cittadini extra-UE, per i quali è ancora richiesto il permesso di soggiorno di lungo periodo.

Il governo ha stanziato 20 milioni di euro per coprire l'ampliamento della platea nel 2026. Dopo il via libera in Commissione Bilancio, il voto definitivo è atteso nei prossimi giorni, rendendo operative le nuove modalità di accesso subito dopo la pausa pasquale.

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